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Attualità | 02 febbraio 2026, 12:59

Falsi prestiti a nome della Banca d'Italia, allarme truffa sui social

La Casa del Consumatore: "Massima allerta, non fornite mai dati personali"

Falsi prestiti a nome della Banca d'Italia, allarme truffa sui social

Nuova campagna fraudolenta in corso sui social network Facebook e Telegram. Malfattori stanno proponendo falsi contratti di prestito utilizzando indebitamente il nome, il logo e persino i nominativi di alti dirigenti della Banca d'Italia. A lanciare l’allarme è La Casa del Consumatore, diretta da Stefano Santin,  che invita tutti i cittadini alla massima prudenza.

I truffatori creano profili falsi, spacciandosi per operatori della Banca d’Italia, e propongono finanziamenti apparentemente vantaggiosi. Questa condotta integra gravi violazioni normative, in particolare dell’articolo 133 del Testo Unico Bancario, che vieta espressamente l’uso indebito di denominazioni bancarie.

 Raccomandazioni urgenti per i consumatori

La Casa del Consumatore raccomanda di:

  • Non rispondere a messaggi che usano il nome della Banca d’Italia per proposte di finanziamento.
  • Non fornire mai dati personali, bancari o documenti di identità.
  • Non dare seguito alle richieste avanzate da questi profili fraudolenti.
  • Verificare sempre l’autenticità delle comunicazioni solo sul sito ufficiale www.bancaditalia.it.

L’utilizzo del nome e del logo della Banca d’Italia sfrutta la fiducia che i cittadini ripongono nelle istituzioni pubbliche, rendendo il raggiro più efficace.

Chi avesse già fornito dati personali o versato denaro deve:

  • Sporgere immediatamente denuncia presso le Forze dell’Ordine.
  • Contattare la propria banca per segnalare movimenti sospetti.
  • Rivolgersi alle associazioni di tutela per valutare azioni di recupero.
  • Segnalare l’accaduto alla Polizia Postale tramite il portale www.commissariatodips.it.

Importante ricordare: la Banca d’Italia NON eroga prestiti ai privati cittadini. Qualsiasi proposta di finanziamento a suo nome è automaticamente fraudolenta. La Casa del Consumatore continuerà a monitorare la situazione.


 

Redazione

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