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Agricoltura | 08 febbraio 2026, 18:51

Cambio al vertiche della Cantina di Nizza: Andrea Ghignone guiderà il nuovo corso

L'obiettivo dichiarato è di superare le frammentazioni e creare un polo di riferimento per la Barbera d'Asti

Un'immagine d'archivio del neo presidente

Un'immagine d'archivio del neo presidente

L’assemblea dei soci ha scelto la via del rinnovamento. Nella giornata di oggi, domenica 8 febbraio, Andrea Ghignone è stato eletto nuovo presidente della Cantina di Nizza. Una nomina che, nelle intenzioni della base sociale e degli addetti ai lavori, non rappresenta un semplice avvicendamento amministrativo, ma l'inizio di una fase strategica mirata a ridisegnare il ruolo della cooperativa nel panorama vitivinicolo dell'Astigiano.

Il nuovo Consiglio di Amministrazione

Il cambio di governance porta con sé una squadra rinnovata, chiamata a supportare il neopresidente in un percorso di rilancio operativo e strategico. Al fianco di Ghignone, nel ruolo di vicepresidenti, sono stati nominati Cristiano Balbiano e Giovanni Pesce.

A completare l'organigramma del Consiglio di Amministrazione figurano i consiglieri Maurizio Baltuzzi, Giovanni Gallo, Ivo Gallo, Luisa Guzzetta, Mario Mastandrea, Antonello Petroccia, Diego Rodella e Claudio Triberti. Si tratta di un gruppo di lavoro composito, su cui gravano aspettative importanti per la gestione delle future dinamiche della denominazione.

Profilo e competenze del neopresidente

La scelta di affidare la guida a Ghignone si fonda su un curriculum che unisce competenze tecniche a una marcata esperienza amministrativa. Laureato in Giurisprudenza, il nuovo presidente ha maturato negli anni una solida conoscenza delle dinamiche cooperative, ricoprendo ruoli di responsabilità in diverse realtà storiche della provincia.

Attualmente, Ghignone ricopre anche la carica di sindaco di Moasca e quella di presidente dell'Enoteca Regionale di Canelli e dell'Astesana. Questo doppio binario, amministrativo e di promozione territoriale, gli ha permesso di sviluppare una visione d'insieme sulle necessità della filiera, lavorando spesso sul dialogo tra le diverse denominazioni e sulla valorizzazione dell'identità locale.

Gli obiettivi: fare sistema e valorizzare il Nizza Docg

Il mandato affidato al nuovo vertice appare chiaro fin dalle prime ore: rompere con una gestione percepita talvolta come statica per abbracciare un modello di cooperazione evolutiva. L'obiettivo non è limitarsi alla difesa delle posizioni acquisite, ma costruire una rete capace di generare valore aggiunto attraverso la qualità e l'apertura al mercato.

Nelle linee programmatiche emerge la volontà di superare le frammentazioni che spesso frenano il comparto. Al neo presidente viene richiesto di trasformare la Cantina di Nizza in un vero polo di riferimento per la Barbera d'Asti e per il futuro del Nizza Docg, lavorando in sinergia con le altre realtà produttive del territorio. Un approccio che punta a integrare le logiche produttive con quelle dell'accoglienza e dell'enoturismo, settori in cui il neopresidente ha già operato nel suo ruolo di amministratore locale.

L'elezione odierna segna dunque un punto di partenza: la sfida sarà ora tradurre la fiducia dell'assemblea in azioni concrete per il rilancio del sistema vitivinicolo locale.

Redazione

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