La vicenda del maxi-impianto per la produzione di cibo per animali in Valle Tanaro continua a tenere banco a Castagnole delle Lanze. Il Comitato Castagnole Attiva torna sulla questione con un comunicato stampa in cui, partendo dal numero di dicembre de "La Voce" e dall'ordinanza cautelare del TAR che ha sospeso i lavori, rivolge dieci domande puntuali all'Amministrazione Comunale, lamentando la mancanza di trasparenza e di confronto pubblico.
"L'Amministrazione scrive di voler 'mantenere un dialogo costante con la cittadinanza', di aver agito 'nel rispetto delle normative vigenti' e di considerare 'la tutela dell’ambiente e della salute collettiva una priorità assoluta'", premette il comitato. "Peccato che, proprio mentre viene invocato il dialogo, non abbia ancora accettato la richiesta della cittadinanza di organizzare un'occasione pubblica". Richieste formali, sottolineano, sono state presentate a giugno e dicembre 2025, ma senza esito.
Il comunicato rileva inoltre una contraddizione: l'Amministrazione dichiara pubblicamente una presunta "neutralità", ma nel comunicato de "La Voce" ammette di aver "sempre valutato positivamente" il progetto Cerere, salutandolo come opportunità occupazionale grazie alla promessa di "oltre 70 posti di lavoro". "Peccato che nessuno abbia mai spiegato su quali basi questa cifra sia stata calcolata", obietta il comitato. "In un settore altamente automatizzato, la promessa suona più come propaganda che come analisi".
Il cuore del documento è l'elenco di interrogativi che il comitato avrebbe voluto porre in un Consiglio comunale aperto o in un incontro pubblico, mai convocati. Si chiede:
1. Come è stata concessa una deroga all'altezza di 39 metri (quasi quattro volte superiore ai 10,50 metri previsti dal Piano Regolatore) e perché non si è modificato il PRGC per evitare future "derive"?
2. Perché sono stati disattesi i pareri negativi iniziali della Commissione Locale del Paesaggio e della Commissione Edilizia, preferendo consulenze esterne?
3. Su quali basi è avvenuto il ripensamento rispetto alle rassicurazioni fornite in campagna elettorale ai cittadini della Valle Tanaro?
4. Come è stata verificata la reale sostenibilità occupazionale delle promesse (70 posti in un settore automatizzato)?
5. Perché, nonostante le dichiarazioni sul "dialogo", si rifiuta ogni confronto pubblico (richieste a giugno e dicembre 2025)?
6. Quali alternative di sviluppo sostenibile (agricoltura, turismo) sono state valutate prima di approvare un maxi-impianto?
7. Se il TAR ha sospeso i lavori, su quali basi l'Amministrazione continua a presentare il progetto come "conforme", anziché attendere con neutralità l'esito del giudizio di merito (fissato per il 21 maggio 2026)?
8. Perché, a fronte di notizie stampa su lavori proseguiti nonostante la sospensione, l'Amministrazione ha impiegato oltre due mesi per rispondere alla richiesta di verifica di Castagnole Attiva?
"Finché queste domande resteranno senza risposta, ogni discorso su 'trasparenza', 'dialogo' e 'interesse pubblico' suonerà vuoto. E i cittadini continueranno a chiedersi: chi difende davvero il nostro futuro?", conclude il comitato.














