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Al Direttore | 08 marzo 2026, 10:08

Marzo 1946: la rinascita del Comune di Asti e il voto delle donne

Riceviamo e pubblichiamo le riflessioni di Stefano Masino sull'anniversario delle prime elezioni libere e del primo Consiglio comunale post fascismo

Donne al voto, nel 1946

Donne al voto, nel 1946

Caro Direttore,

A marzo di quest’anno 2026, cadono due importanti anniversari: la rinascita del Comune di Asti, fondato nel 1095, che dopo la caduta del nazi-fascismo poté ritornare a elezioni libere; e la prima volta del voto delle Donne proprio in quelle elezioni comunali libere del marzo 1946.

In attesa di eventuali e necessarie celebrazioni da parte dell’amministrazione comunale in carica, ecco una breve ricostruzione degli eventi.

Domenica 24 marzo 1946, a un anno dalla Liberazione, si tennero ad Asti le prime elezioni amministrative libere. Seguiranno, il 2 giugno 1946, le elezioni politiche. Il numero degli elettori Astigiani era in totale 41.173, di cui 22.354 elettrici donne. Le sezioni elettorali erano 52, vennero allestite negli edifici scolastici e suddivise in 33 per la città e 19 nella periferia. La più piccola sezione elettorale era quella di Vaglierano con 369 votanti e la più numerosa con 989 era quella della frazione Poggi. L’affluenza alle urne fu quasi del 85%. I votanti furono 32.326, così suddivisi: Comunisti 9013, Democristiani 7797, Socialisti 7506, Contadini 4229, Liberali-lndipendenti 1685, Demo Laburisti (Democrazia del lavoro) 541, Azionisti 375. Il Consiglio comunale risultò formato da: 12 comunisti, 11 democristiani, 10 socialisti, 5 contadini, 2 liberali. Ecco i consiglieri pubblicati in ordine dei voti preferenziali: Comunisti (PCI): Felice Platone, Giovanni Vogliolo, Domenico Berruti, Secondo Saracco, Tullio Bruno, Federico Torretta, Alberto Gallo, Celestino Ombra, Albino Cotto, Giuseppe Rossi, Pierina Amerio, Giuseppe Rosso. Democrazia Cristiana (DC): Leopoldo Baracco, Giovanni Viale, Leone Debenedetti, Renzo Perosino, Antonio Baglione, Candido Maggiorotto, Giuseppe Amerio, Quirino Lanzone Polledro, Vittorio Pugliese, Carlo Curletto, Carlo Rostagno. Socialisti (PSI): Severo Allocco, Giuseppe Petroselli. PSLI (Partito socialista dei lavoratori italiani): Umberto Grilli, Giovanni Battista Torta, Attilio Bosia, Mario Castellini, Angelo Lusso, Elio Amorino, Filippo Chiusano, Pietro Chiuminatti. Contadini (PDC): Domenico Malandrone, Adolfo Filippa (poi passato al PSLI), Giuseppe Bosia, Carlo Risso, Ernesto Collo. Liberali (PLI): Gilberto Barbero, Primo Icardi.

La prima “Consulta Municipale”, in cui venne nominato sindaco Felice Platone (PCI, ritratto nella foto sottostante), ebbe luogo sabato 13 aprile 1946 nella Sala Vecchia del Consiglio Comunale. Iniziò la serie degli interventi il consigliere dei Contadini Geom. Malandrone. Alle ore 16.20 l’avv. Felice Platone, quale Presidente del Consiglio di elezione, inizia la seduta con l’appello dei consiglieri nominati. Dopo l’appello si prosegue nella lettura dei decreti luogotenenziali inerenti all’insediamento del Consiglio Comunale e nella verifica dei poteri ai fini della eleggibilità dei consiglieri eletti. Per alzata collettiva di mani il Consiglio dichiara così la eleggibilità dei membri.

La prima mozione è della D.C.: L’avv. Leopoldo Baracco: «Era intenzione dei componenti il Gruppo della Democrazia Cristiana di partecipare attivamente alla amministrazione del Comune con la formazione di una coalizione sufficientemente forte, a larghe basi, ma poiché sappiamo che preventivamente si era già formato un patto fra Comunisti e Socialisti che rendeva ineluttabile la loro coalizione così non c’è restata altra via che quella dell’astensione. A nome perciò dei miei amici D. C. dichiaro che noi non parteciperemo al voto per la nomina del Sindaco e degli Assessori». Segue la nomina del Sindaco: Felice Platone, avvocato, con voti 21. La seconda Giunta Platone risulta composta da sei assessori e due supplenti: Severo Allocco (Psi), delegato alla Centrale del latte; Domenico Berruti (Pci), economato; Attilio Bosia (Psi-Psli), finanze; Albino Cotto (Pci), assistenza e beneficenza; Angelo Lusso (Psi-Psli), igiene; Giuseppe Rossi (Pci), stato civile; Federico Torretta (Pci), polizia urbana; Mario Castellini (Psi-Psli), lavori pubblici.

Mobilitato sia durante la prima che nella seconda Guerra mondiale, Felice Platone (1896-1962) detto “Gamba” (nome acquisito durante la Resistenza) era stato congedato con il grado di maggiore d’artiglieria. Segretario politico della Direzione astigiana del P.P.I. (Partito Popolare Italiano) nel 1921, durante il ventennio, svolse attività antifascista clandestina. Dopo l’armistizio fu tra gli organizzatori della Resistenza astigiana. L’avvocato, che rappresentava il Partito comunista nel CLN provinciale di Asti, dopo la Liberazione fu nominato sindaco dal Comitato di liberazione nazionale provinciale. Eletto alla Costituente nelle elezioni del 1946. L’amministrazione socialcomunista, con sindaco Felice Platone, rimase al potere anche dopo le elezioni politiche del 18 aprile 1948.

Stefano Masino

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