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Attualità | 12 marzo 2026, 18:34

Vicolo Goito ostaggio di degrado e pendolari: la lettera amara di un cittadino astigiano

Dalla carenza di parcheggi in zona stazione al problema della sicurezza: "È davvero questa la qualità di vita che vogliamo per il centro di Asti?"

Vicolo Goito ostaggio di degrado e pendolari: la lettera amara di un cittadino astigiano

Un grido d'allarme che parte direttamente dalle strade del centro cittadino. Un abitante di vicolo Goito a ha scelto di rompere il silenzio, affidando alla nostra redazione una lettera aperta per denunciare le crescenti criticità della zona limitrofa alla stazione ferroviaria di Asti. Lo scritto fotografa una situazione sempre più tesa e logorante per chi abita nel quartiere: "Scrivo queste righe come cittadino e residente di vicolo Goito, che negli ultimi anni sta vivendo un progressivo peggioramento della qualità della vita".

Il nodo dei posteggi e il paradosso del Babilano

Il primo scoglio quotidiano affrontato dai residenti riguarda la cronica mancanza di stalli per la sosta, una criticità esasperata dalla vicinanza con lo snodo dei treni. "I pochi posti auto destinati ai residenti vengono occupati ogni giorno dai pendolari che lasciano l'auto qui per raggiungere la stazione", spiega il lettore. Il dito è puntato in particolare contro l'attuale gestione del parcheggio Babilano, di proprietà delle Ferrovie dello Stato. Da quando l'area è diventata a pagamento, molti automobilisti preferiscono riversarsi nelle vie limitrofe per evitare il pedaggio. Una dinamica che genera un cortocircuito evidente: "Il paradosso è sotto gli occhi di tutti: il parcheggio Babilano è rimasto per lunghi periodi quasi completamente vuoto", sottolinea il cittadino, domandandosi amareggiato: "Ha davvero senso lasciare inutilizzato uno spazio così importante per la mobilità della città?".

Sicurezza e degrado urbano

Oltre alla complessa viabilità, a preoccupare chi vive nel rione è il progressivo scivolamento verso la criminalità di strada. Nelle parole del nostro lettore emerge un quadro a tinte fosche, che abbraccia non solo vicolo Goito ma anche le arterie adiacenti, come la vicina via Galileo Galilei (la zona prossima la discesa del Babilano). "Sempre più spesso si segnalano episodi di microspaccio, auto con vetri spaccati e una generale sensazione di scarsa sicurezza", si legge. A peggiorare questa percezione di abbandono contribuisce anche una carenza evidente dell'illuminazione pubblica proprio nel tratto in discesa del Babilano, che nelle ore serali trasforma l'area in una zona ancora più buia e vulnerabile.

L'appello alle istituzioni

Chi vive in questa porzione di Asti non si aspetta interventi impossibili, ma chiede una maggiore presenza sul territorio. Basterebbero, secondo il residente, una revisione delle politiche della sosta, controlli più capillari e un ripristino del decoro urbano. "Chi vive qui non pretende soluzioni miracolose, ma attenzione. Un quartiere vicino alla stazione dovrebbe essere una porta d'ingresso dignitosa per la città, non un luogo dove i residenti si sentono abbandonati", prosegue lo sfogo. La conclusione della lettera è rivolta direttamente a chi amministra la cosa pubblica, con un interrogativo che suona come una severa provocazione costruttiva: "È davvero questa la qualità di vita che vogliamo per il centro di Asti?".

Betty Martinelli

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