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Attualità | 13 marzo 2026, 06:34

Gli effetti della guerra in Iran sul comparto agricolo: impennata dei costi per gasolio e concimi

Dalla tragedia umana alle pesanti ripercussioni economiche su aziende e famiglie, l'allarme di Coldiretti per il territorio astigiano

Immagine generata con ausilio di AI

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Oltre alla drammatica tragedia umana, gli echi del conflitto in Iran arrivano a colpire duramente le economie agricole e domestiche del nostro Paese. Le aziende sono costrette a misurarsi con una vertiginosa crescita dei costi energetici e con i complessi ostacoli legati alla logistica, generando un'onda d'urto che si allunga inesorabilmente fino al carrello della spesa dei consumatori. Lo snodo del Golfo Persico, trasformato dalla guerra in un epicentro di forti tensioni geopolitiche, sta infatti causando pesanti ripercussioni sulla sicurezza e sull'intero commercio globale.

L'esposto sulle speculazioni e i rincari locali

Di fronte a questo scenario allarmante, nei giorni scorsi Coldiretti ha formalmente depositato un esposto presso le procure competenti d'Italia per denunciare le speculazioni sul gasolio agricolo, informandone tempestivamente il ministro Francesco Lollobrigida.

Sul territorio, gli agricoltori astigiani stanno toccando con mano questa crisi: il costo del carburante ha registrato una significativa impennata, balzando dai 78 o 82 centesimi a circa 1,17 e 1,23 euro al litro. Una dinamica simile ha investito anche i concimi e i fertilizzanti azotati, a causa del blocco o del forte rallentamento dei trasporti navali nell'area mediorientale. Si tratta di una zona cruciale per gli approvvigionamenti, che da sola garantisce la produzione del 27% dell'export globale di ammoniaca, il 22% dei fosfati e il 45% dello zolfo.

Il grido d'allarme di Coldiretti Asti

A dar voce alla preoccupazione del settore primario locale sono i vertici provinciali dell'associazione di categoria. Il vice presidente di Coldiretti Asti, Andrea Rabino, analizza la situazione: "L'aumento dei costi dei concimi, che rappresentano una quota consistente dei costi di produzione aziendali, rischia di mettere in crisi molte aziende agricole". Un peso che non si ferma ai campi, poiché, come precisa lo stesso Rabino: "L’effetto domino dell’impennata dei prezzi, inoltre, si trasferisce inevitabilmente anche sul prezzo finale dei prodotti alimentari".

Il nodo irrisolto della logistica

Oltre ai rincari diretti, emerge con forza una criticità strutturale del sistema. La presidente di Coldiretti Asti, Monica Monticone, sottolinea infatti: "A tutto ciò si aggiunge l’annoso tema della logistica che, rappresentando uno dei grandi nodi irrisolti dell’agricoltura italiana, fa perdere di competitività le nostre aziende". Un ostacolo che frena l'intero comparto, come ribadisce la presidente: "Parliamo di una questione strategica che incide sui costi del gasolio, sul trasporto dei prodotti, sulla distribuzione e sul prezzo finale".

A tracciare il bilancio finale è il direttore Giovanni Rosso, che evidenzia il rischio per il posizionamento delle nostre eccellenze sui mercati: "Questa carenza consente un vantaggio ai Paesi meglio strutturati di noi dal punto di vista logistico, anche se con prodotti di minor qualità di quelli italiani".

Redazione

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