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Attualità | 14 marzo 2026, 12:03

"Fame di verità e giustizia": ad Asti la Giornata della Memoria per le vittime innocenti delle mafie

Il 17 marzo in piazza San Secondo l'appuntamento promosso da Libera con studenti, cittadini e istituzioni

Merphefoto

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In preparazione alla XXXI Giornata Nazionale della Memoria e dell'Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, che quest'anno si svolgerà a Torino con il corteo e la lettura dei 1101 nomi delle vittime, Libera celebra l'appuntamento anche ad Asti. L'evento locale è in programma per il 17 marzo, dalle 10 alle 12, in piazza San Secondo, con il coinvolgimento di studenti, cittadini e rappresentanti delle istituzioni.

La Giornata della memoria è fondamentale per Libera, perché l'impegno per un futuro libero dalle mafie e dalla corruzione trae linfa proprio dalla memoria delle vittime innocenti. La manifestazione nazionale, con lo slogan "Fame di verità e giustizia" , vedrà il suo culmine nel capoluogo piemontese, ma il percorso di avvicinamento tocca tutto il territorio.

Ad Asti non si farà la lettura dei nomi, ma sarà un momento di confronto e condivisione di esperienze e riflessioni, nell'ottica della costruzione di un tessuto sociale più forte e coeso, sempre meno permeabile alla penetrazione mafiosa. Protagonisti saranno gli studenti astigiani, che condivideranno con le altre scuole del territorio e con tutta la cittadinanza i risultati dei percorsi realizzati nelle classi: letture, elaborati grafici, brani musicali e altri materiali inerenti le storie delle vittime e i temi dell'antimafia sociale.

"Saranno loro i protagonisti, i ragazzi che hanno realizzato attività di approfondimento nelle classi per sviluppare conoscenza e consapevolezza, valori incompatibili con le mafie che si nutrono di omertà, ignoranza, disinformazione" , sottolineano da Libera.

In piazza sarà anche possibile partecipare alla raccolta firme per la campagna nazionale "Diamo linfa al bene" , che intende portare all'attenzione delle istituzioni il tema delle risorse pubbliche destinate al recupero dei beni immobili confiscati. L'iniziativa, promossa da Libera, chiede che una piccola parte – il 2% – del Fondo Unico Giustizia (FUG) sia utilizzato per valorizzare e riutilizzare i beni confiscati.

Trent'anni fa, con la legge 109/96, l'Italia ha scelto di restituire alla collettività ciò che le mafie avevano sottratto. Da allora, oltre 1200 esperienze di riuso sociale raccontano un Paese che ha saputo reagire, trasformando luoghi criminali in presìdi di democrazia, lavoro e inclusione. Oggi il denaro sequestrato e confiscato costituisce il Fondo Unico di Giustizia. La richiesta è che una piccola parte di ciò che deriva da atti criminali e speculazioni possa essere reinvestita per cambiare volto ai patrimoni illeciti e rigenerare i territori feriti dalla presenza mafiosa. Basterebbe il 2% del FUG perché il denaro sottratto torni a far crescere il bene comune: scuole, cooperative, comunità, futuro.

"Unisciti a chi crede che il Bene possa tornare a fiorire. La tua firma è un seme di giustizia e di speranza" , è l'appello di Libera.

Redazione

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