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Economia e lavoro | 16 marzo 2026, 10:00

Viaggiare in Italia oggi: le città che stanno cambiando il turismo urbano

Viaggiare in Italia oggi: le città che stanno cambiando il turismo urbano

Se c’è una cosa che accomuna la maggior parte delle persone, quella è la voglia di viaggiare. Perché significa staccare dalla routine e dedicarsi a qualcosa di nuovo. Scoprire una nuova cultura, nuovi posti, nuove usanze, o semplicemente rilassarsi. 

Per questo motivo sempre più persone appena hanno un attimo di tempo, anche pochissimi giorni, ne approfittano per sfuggire al logorio della vita moderna, per citare un celebre spot del passato.

Purtroppo viaggiare non è alla portata di tutti. Le cause più comuni sono il tempo, le lunghe distanze, i costi proibiti, o le città affollate. Ebbene una problematica che sta man mano venendo fuori anche in Italia è l'over tourism, di cui ne approfondiremo in un paragrafo apposito. 

È diventato problematico anche visitare mete affollate, con il rischio di non potersi godere niente a causa delle lunghe file o della miriade di persone accalcate per visionare un’opera d’arte. Per questo i flussi turistici vengono spesso dirottati su mete meno convenzionali.

Capire cosa si vuole realmente

È fondamentale perchè una vacanza sia chiamata tale, che la si organizzi come realmente la si preferisce. Partendo dalla sistemazione. Esistono tante piattaforme, dove poter consultare B&B HOTELS, spa, resort, e così via. Capire dove si riposerà è propedeutico alla riuscita della vacanza.

Cosa da non sottovalutare è il mezzo con cui si vuole viaggiare. È bene eliminare tutti quei trasporti che non ci mettono a nostro agio. Dunque conviene valutare il rapporto costo/benefici in modo preciso.

Ultimo, ma non per importanza, è scegliere le attività che realmente ci piacciono. Tutti dicono di amare la natura, ma dormire in una tenda è cosa per pochi. Chiunque non ha problemi con gli hotel, basta un letto e un tetto. Poi non dormono per tutta la vacanza perchè gli manca il secondo cuscino.

L’Overturism

Senza voler tediare nessuno e senza dilungarsi troppo, si può dire che l'over tourism, o iperturismo, è un fenomeno sociale che comporta il sovraffollamento delle mete turistiche. Con problematiche socio/economiche annesse. Come la mancanza di abitazioni con affitto per lunghi periodi, costi delle strutture ricettive alle stelle, interminabili file per monumenti e musei, servizi di trasporto rallentati e affollati, aumento vertiginoso della sporcizia in giro, perdita d’identità di un luogo. Chiunque lavori nel settore turistico abbandona la propria proposta classica e cerca di accontentare il più possibile i gusti degli avventori. Solitamente abbandonando la qualità per la quantità.

Le città del nuovo turismo

Fortunatamente c’è chi ha subito intravisto la problematica e sta adottando metodi per risanare il turismo. Agenzie di Viaggio e Tour Operator, viaggiatori più coscienti, aziende che lavorano nel settore turistico o affini. Tutti stanno cooperando per risolvere questa problematica.

Come? Migliorando la proposta. Perché visitare una Capri sovraffollata quando si può godere delle bellezze di Procida. Perchè fare una coda interminabile per gli Uffizzi quando si può passeggiare per il borgo antico di Bergamo Alta. Perchè assediare le campagne toscane quando ci si può immergere nella straordinaria natura del Monferrato? Oppure puntare su periodi con meno affluenza. 

Nessuno vuole eliminare le città d’arte o le capitali. Si esige semplicemente rispetto per esse e per il territorio. Non sarà di certo mettendo il centro storico a pagamento che si risolverà il problema. Vero Venezia?



 




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I.P.

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