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Eventi | 17 marzo 2026, 11:36

'Fame di verità e giustizia' ad Asti per la memoria delle vittime innocenti delle mafie: "Tutti insieme qui per dire no a mafie, corruzione, ingiustizie" [FOTO E VIDEO]

Gli studenti delle scuole cittadine si sono riuniti in piazza san Secondo per un momento di profonda riflessione guidato da Libera, in attesa della manifestazione nazionale

Galleria fotografica di MerfePhoto

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Una mattinata di viva consapevolezza civica ha animato piazza san Secondo, dove gli studenti di numerose scuole del territorio si sono ritrovati per celebrare la trentunesima Giornata della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie. L'evento, orchestrato con cura dall'associazione Libera, ha visto i ragazzi diventare protagonisti attivi del proprio tempo attraverso letture, esecuzioni musicali e presentazioni di cartelloni tematici, tracciando un ideale filo conduttore verso il grande ritrovo nazionale previsto per il 21 marzo a Torino.​

Il monito e la memoria

A delineare i contorni storici ed etici della mattinata sono stati i preziosi interventi dei referenti astigiani di Libera. Gionata Borin ha ripercorso il senso di questo appuntamento e il legame speciale con il capoluogo sabaudo: "Una giornata in cui verranno scanditi i nomi delle oltre 1100 vittime innocenti e nel dimostrare vicinanza ai loro familiari per chiedere ad alta voce la verità sulla morte dei loro cari". Riferendosi alla scelta della sede centrale del 2026, ha poi puntualizzato: "Torino è la città dove tutto ha avuto inizio con un ruolo fondamentale nella nascita e nello sviluppo della rete associativa antimafia". Sulla scia di tali riflessioni, Simone Barbiero ha lanciato un vigoroso appello alla partecipazione democratica e alla fiducia nelle istituzioni, esortando le nuove generazioni a non farsi ammaliare dalla retorica populista: "Si è spesso chiamati a votare per cambiare le cose, ma a volte è necessario votare per non cambiarle. Andate dunque a votare e votate con coscienza e consapevolezza". Un invito sapientemente culminato in una visione di coralità solidale: "Pensate a questa piazza, oggi tutti insieme qui per dire no a mafie e corruzione, alle ingiustizie ed un grande forte sì alla giustizia sociale ed alla pace".

Le istituzioni per la legalità

Anche l'amministrazione ha voluto marcare la propria presenza, portando il doveroso saluto istituzionale ai giovani. L'assessore Marco Galvagno ha posto l'accento sulla necessità di un impegno inflessibile, riprendendo il filo rosso di quest'anno: "Quest'anno il tema mi sembra che sia fame di giustizia e verità. Fame è una parola forte. Noi dobbiamo avere fame di giustizia. Perché se abbiamo fame di giustizia e di verità non ci giriamo dall'altra parte". L'amministratore ha poi affrontato la spinosa questione dei beni confiscati presenti sul suolo di Asti, evidenziandone il peso morale e la valenza restitutiva: "È molto importante perché significa proprio plasticamente prendere una cosa brutta che arriva dal male e restituire alla collettività, cioè dire in sostanza noi ci siamo, lo Stato c'è, è roba nostra". Infine, ha voluto destrutturare un trito luogo comune per infondere maggiore forza all'uditorio: "Tutti quando dicono che i bambini, i ragazzi sono il futuro, voi non siete solo il nostro futuro. Voi siete il nostro presente ed è da qui che partiamo proprio".​

L'arte e le scuole protagoniste

Il cuore pulsante della piazza è stato indubbiamente rappresentato dagli allievi dei vari istituti astigiani, capaci di plasmare i concetti di legalità attraverso molteplici codici espressivi. La fitta scaletta ha visto susseguirsi gli armonici brani dell'istituto Goltieri e le vibranti esecuzioni dell'istituto Artom, chiudendo maestosamente sulle inconfondibili note dei Cento passi. Ampio respiro è stato concesso all'esposizione dei lavori grafici curati dall'istituto Baussano, dall'istituto Monti e dall'Enaip, in sapiente alternanza con le toccanti letture in suffragio di chi ha perso la vita per mano criminale. Un frammento corale di grande impatto, a riprova di come la lotta alle infiltrazioni passi, prima di tutto, dai banchi di scuola.

Betty Martinelli

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