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Asti | 18 marzo 2026, 11:34

Referendum, ultimo appello: il fronte del No chiude la campagna al Diavolo Rosso

Appuntamento dalle 17 per ribadire la contrarietà al progetto di riforma del Guardasigilli Nordio

La facciata del Diavolo Rosso

La facciata del Diavolo Rosso

L'appuntamento con le urne è ormai imminente e Asti si prepara a vivere uno degli ultimi momenti di confronto prima del silenzio elettorale. Giovedì 19 marzo, a partire dalle ore 17, i locali del Diavolo Rosso in piazza San Martino ospiteranno l'evento di chiusura della campagna referendaria per il fronte del "No" alla cosiddetta Legge Nordio.

Il momento centrale del pomeriggio sarà l'intervento di Luigi Giove, Segretario confederale della Cgil nazionale, che illustrerà le motivazioni tecniche e politiche che spingono il sindacato e il comitato "Società civile per il No" a rigettare la riforma costituzionale della magistratura. Al centro del dibattito ci sono temi cruciali per l'assetto democratico del Paese, sintetizzati nello slogan della manifestazione: "Giustizia è democrazia".

L'iniziativa non si limiterà a un'analisi tecnica dei quesiti, ma punterà a coinvolgere direttamente la cittadinanza in un clima di partecipazione attiva. Per concludere la serata è previsto un apericena, pensato come momento di socialità per chiudere un percorso di mobilitazione che ha attraversato diverse settimane.

Quando e come si vota 

Il quesito referendario riguarda la riforma dell'ordinamento giudiziario e, trattandosi di un referendum costituzionale confermativo, non è previsto il raggiungimento di alcun quorum: la consultazione sarà valida a prescindere dal numero di elettori che si recheranno ai seggi. I cittadini sono chiamati a esprimersi nelle giornate di domenica 22 marzo, con i seggi aperti dalle 7 alle 23, e di lunedì 23 marzo, dalle 7 alle 15. Subito dopo la chiusura delle votazioni avrà inizio lo spoglio delle schede.

Sostenere le ragioni del "No" significa, secondo gli organizzatori, difendere l'attuale equilibrio tra i poteri dello Stato. "Votare no al referendum costituzionale è una scelta necessaria per tutelare l'indipendenza della magistratura", commentano dal comitato organizzativo, sottolineando la tesi secondo cui la riforma Nordio rischi di alterare i principi fondamentali della nostra Carta.

Redazione


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