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Cronaca | 20 marzo 2026, 20:03

Sbaglia bonifico dopo due notti e due cene nel resort coi genitori: assolta dall’accusa di truffa

La giudice ha accolto la tesi dell’avvocato difensore e assolto l’imputata perché "il fatto non sussiste"

Sbaglia bonifico dopo due notti e due cene nel resort coi genitori: assolta dall’accusa di truffa

Non ricorrono gli estremi della truffa, per recuperare cena e pernottamento non pagato da quella cliente un po’ distratta quell’albergatore dovrà rivolgersi alla giustizia civile.

E’ quanto definito nell’udienza tenuta oggi, venerdì 20 marzo, in Tribunale ad Asti, davanti alla giudice Cristina Carola Giordano. Un procedimento che ha mandato in archivio una controversia relativa a un fatto accaduto un paio di anni fa.

Denunciata e rinviata a giudizio per quanto il Codice Penale prevede all’articolo 640, è una donna che all’epoca dei fatti risiedeva ad Alba. A denunciarla, il titolare di una locanda con ristorante e camere con sede in una località delle colline Unesco, in provincia di Asti.

Già ospite altre volte di quel resort, la donna aveva prenotato un soggiorno di due notti per sé e per i propri genitori. Durante quel fine settimana, figlia e genitori avrebbero anche cenato nel ristorante del locale, in due occasioni, portando il conto complessivo dovuto a una cifra di poco inferiore ai mille euro.

Conoscendo la propria ospite, il titolare dell’albergo non temeva l’incidente che ne sarebbe seguito. Il pagamento concordato tramite bonifico, infatti, non è mai arrivato sul conto corrente bancario dell’attività turistica.

Alle rimostranze dell’albergatore, la donna aveva replicato di avere regolarmente effettuato il pagamento. Lo stesso non era però giunto a destinazione per un errore materiale nella compilazione dell’Iban relativo al destinatario.

Da qui un litigio e la controversia finita in tribunale, dove la donna, difesa dall’avvocato albese Massimo Rosso, riuscirà a convincere il giudice della propria buona fede.  Da qui la decisione e l’assoluzione ai sensi dell’articolo 530 primo comma del Codice Penale, "per non aver commesso il fatto".

E.M.

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