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Sanità | 22 marzo 2026, 12:36

Allarme di Nursing Up sulla crisi della professione: infermieri sempre più poveri e in fuga

I dati allarmanti di un'indagine evidenziano oltre ventimila dimissioni nel 2024. Il sindacato denuncia stipendi inadeguati e turni insostenibili nelle corsie italiane

Allarme di Nursing Up sulla crisi della professione: infermieri sempre più poveri e in fuga

Un esodo silenzioso, fatto di corsie d'ospedale che si svuotano e professionisti sempre più disillusi. È un quadro a tinte fosche quello tracciato da Nursing Up, che lancia un duro grido d'allarme sulla crisi infermieristica nel nostro Paese. I numeri diffusi dal sindacato raccontano la più grave emergenza dell'ultimo ventennio: nel 2024 si sono registrate oltre ventimila dimissioni, mentre ogni anno circa seimila infermieri scelgono di trasferirsi all'estero e più del 70% di chi resta in corsia lamenta pesanti difficoltà economiche. La radice del problema, tuttavia, si spinge ben oltre il semplice calcolo matematico.

I fattori di un sistema al collasso

Secondo un'analisi della letteratura scientifica condotta sul database PubMed e ripresa da Nursing Up, la decisione di abbandonare le strutture della Sanità non ha mai una causa unica. Si tratta piuttosto di un intreccio letale di carichi di lavoro troppo elevati, forte pressione emotiva e una cronica difficoltà nel conciliare i tempi di vita e quelli professionali. I vecchi modelli organizzativi, denuncia il sindacato, non riescono più a rispondere alla moderna complessità assistenziale. Quella che un tempo nasceva come vocazione, oggi si è trasformata in una faticosa resistenza quotidiana che genera un inesorabile disamore verso la professione.

Il nodo economico e la frattura europea

Se le condizioni di lavoro pesano, la questione salariale rappresenta senza dubbio il colpo di grazia. Gli stipendi dei professionisti italiani, come sottolinea con forza Nursing Up, sono ormai fermi al palo rispetto al reale costo della vita. La situazione è particolarmente drammatica nelle grandi città del Nord, dove affitti e servizi raggiungono cifre del tutto incompatibili con le retribuzioni. Attualmente, in Italia, la media si aggira sui 30-32mila euro lordi all'anno, segnando un divario netto rispetto ai 38-42mila euro dei colleghi europei. Il recente rinnovo contrattuale non ha invertito la rotta, registrando anzi una perdita del potere d'acquisto pari a circa il 10%.

Le motivazioni dell'addio

A tirare le somme di questa implosione strutturale è Antonio De Palma, vertice di Nursing Up, che focalizza l'attenzione sulle reali motivazioni della fuga dei camici bianchi: "La carenza è la conseguenza, non la causa. Il vero nodo è capire perché gli infermieri se ne vanno", spiega il rappresentante sindacale. Non si lascia il posto solamente per una busta paga considerata poco dignitosa, per quanto la difficoltà ad arrivare a fine mese incida profondamente: "Si lascia quando il lavoro perde equilibrio e diventa difficile da sostenere nel tempo", aggiunge De Palma. In un Servizio sanitario nazionale in cui un terzo del personale presenta già elevati livelli di stress, il monito finale del sindacato non ammette repliche: "Se non si interviene sulle condizioni di lavoro e sull’organizzazione, la frattura continuerà ad allargarsi, con effetti sempre più evidenti sulla tenuta del sistema".

Redazione

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