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Economia e lavoro | 30 marzo 2026, 11:00

IDA Summit 2026: il tessuto produttivo italiano accelera sull'innovazione per competere in uno scenario internazionale sempre più complesso e competitivo.

Sfide e strategie per competere in uno scenario globale complesso: Gaetano Violante, Senior Partner di Violante & Partners, tra i protagonisti il 14 aprile al Palazzo della Luce di Torino.

IDA Summit 2026: il tessuto produttivo italiano accelera sull'innovazione per competere in uno scenario internazionale sempre più complesso e competitivo.

Gaetano Violante si occupa da sempre di finanza e porterà progetti relativi a innovazione e partnership strategiche.

Gli abbiamo chiesto quale sia la sua analisi sulla situazione attuale delle PMI italiane e la loro propensione ad aprirsi ai mercati stranieri.

“In Italia – ci dice- si osserva oggi uno stallo nello sviluppo delle piccole e medie imprese, da sempre struttura portante dell’economia nazionale. Il potenziale di crescita, sia interno sia internazionale, rimane elevato, ma una certa “timidezza imprenditoriale” genera un blocco tecnico e psicologico nell’affacciarsi ai mercati globali, proprio mentre si aprono opportunità significative di arricchimento tecnico, culturale ed economico.

Comprendere le cause di questa esitazione è fondamentale. Oggi esistono strumenti e applicazioni in grado di facilitare la ricerca di nuove opportunità, anche in presenza di limiti strutturali. Tuttavia, è necessario semplificare l’approccio al nuovo scenario imprenditoriale, soprattutto alla luce dei cambiamenti geopolitici e, di conseguenza, geo‑economici.

La ricerca di soluzioni, competenze tecniche e conoscenza scientifica converge in un concetto chiave: la partnership strategica. Essa rappresenta un elemento essenziale per la crescita delle imprese e per lo sviluppo dell’economia di scala. Esistono molteplici modalità di aggregazione tecnica e finanziaria che non richiedono necessariamente il ricorso al credito bancario, ma che si basano su sistemi di ingegnerizzazione del progetto – tecnico e finanziario – e su accordi tra le parti. Ciò che proponiamo noi.”

Secondo lei, perché l’Africa può essere uno sbocco interessante per le PMI italiane?

Risponde Violante:” Con una popolazione destinata a raddoppiare entro il 2050 e un tasso di urbanizzazione tra i più alti al mondo, l’Africa si conferma una delle aree più dinamiche per le piccole e medie imprese italiane. Dalla manifattura leggera all’agroindustria, dall’energia alle tecnologie digitali, il continente offre opportunità crescenti per chi è pronto a investire in innovazione, partnership locali e strumenti finanziari adeguati. Una sfida che molte PMI stanno iniziando ad affrontare con strategie più strutturate e una visione internazionale più matura.

Negli ultimi dieci anni, diversi Paesi africani hanno registrato tassi di crescita superiori alla media globale, attirando investimenti esteri oppure partnership strategiche, grazie a riforme economiche, stabilità crescente e programmi di sviluppo sostenuti da istituzioni multilaterali come World Bank, African Development Bank ed EBRD e altre forme finanziarie, creando fondi di investimento di Venture Capital e Private Equity finalizzate a supportare lo sviluppo economico strutturale. Allo studio anche forme alternative a supporto delle opere infrastrutturali a sostegno della logistica urbana e infrastrutture adeguate.

Per le PMI italiane, tradizionalmente orientate ai mercati europei, l’Africa rappresenta una nuova frontiera: un mercato giovane, in espansione e con una domanda crescente di tecnologie, macchinari, competenze e soluzioni industriali.”

 

Come affrontare finanziariamente questo mercato?

“Ritengo che per sostenere investimenti in innovazione e internazionalizzazione, le PMI debbano accedere a strumenti finanziari più sofisticati del tradizionale credito bancario.

Le leve oggi più utilizzate - prosegue Violante – sono la Finanza agevolata (Fondi UE, SIMEST, PNRR per l’internazionalizzazione), le Garanzie pubbliche (SACE e Fondo di Garanzia PMI per ridurre il rischio), Strumenti multilaterali (finanziamenti e garanzie di World Bank, IFC, AFDB, EBRD), Finanza alternativa (minibond, crowdfunding, invoice trading) e Blended finance (combinazioni di capitale, garanzie per progetti in Paesi emergenti).

Questi strumenti permettono alle PMI di affrontare mercati complessi con maggiore

sicurezza, riducendo l’esposizione finanziaria e facilitando investimenti in tecnologia,

formazione e presenza locale.”

La Violante & Partner si occupa proprio di ingegnerizzazione dei progetti e di sostegno finanziario alle imprese.

Lei ha scelto di partecipare, come Partner, a IDA SUMMIT 2026. Qual è il motivo della sua scelta?

“Ho accettato l’invito ad essere partner di questo Evento, perché, nel contesto in cui noi operiamo, IDA SUMMIT 2026 può rappresentare un primo e valido punto di riferimento, un’occasione per riflettere, confrontarsi e costruire nuove traiettorie di sviluppo per le PMI italiane nel Mondo.

Noi siamo interessati proprio ad agevolare questo percorso e ho ritenuto importante illustrare durante questo Summit i nostri progetti e le opportunità di una finanza evoluta.”

Informazioni e contatti

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Sito web: www.ida-events.org

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I.P.

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