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Economia e lavoro | 02 aprile 2026, 11:17

Eccellenza dolciaria in Piemonte per la Pasqua, ma pesano la carenza di personale e il rincaro del cacao

L'analisi di Confartigianato fotografa un settore artigiano trainante anche per l'economia astigiana, oggi però frenato dai costi insostenibili delle materie prime e dalla difficoltà di tramandare il mestiere

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Le tavole delle festività si preparano ad accogliere le dolcezze della tradizione. La produzione dolciaria porta infatti il Piemonte, e con esso la ricca e rinomata provincia di Asti, tra le prime dieci regioni a livello nazionale per qualità e quantità di prodotti. Un'eccellenza che, proprio in occasione della Pasqua, si trasforma in un'autentica esperienza di gusto per i consumatori. I numeri parlano chiaro: sul territorio regionale si contano quasi quattromila imprese nel settore dolciario, di cui ben tremila sono a trazione prettamente artigiana. Un patrimonio prezioso che porta sulle nostre tavole ben 24 prodotti a marchio e 344 specialità agroalimentari tradizionali.

Il nodo della manodopera qualificata

Nonostante la grande vocazione del territorio, dove oltre quattro pasticcerie su cinque mantengono un'impronta artigiana, il settore sta attraversando un momento di profonda criticità. Il problema principale resta il reperimento di pasticceri qualificati, un ostacolo che mette a dura prova la continuità aziendale. I dati evidenziano come le entrate di nuovi lavoratori siano passate dalle 1.260 unità del 2024 alle sole 840 del 2025. Giorgio Felici, presidente di Confartigianato Imprese Piemonte, analizza la complessa situazione: "Il reperimento di manodopera qualificata è uno dei prerequisiti necessari per poter tramandare il saper fare artigiano e dare continuità e stabilità al comparto". Un dato allarmante posiziona infatti la nostra regione al primo posto in negativo nella speciale classifica per l'elevata difficoltà di assunzione, con più di due pasticceri e panettieri su tre che risultano letteralmente introvabili.

L'impatto dei rincari e delle crisi internazionali

Oltre alla cronica carenza di personale, in un periodo di massima produzione come quello pasquale, a far tremare i bilanci dei laboratori artigiani sono gli insostenibili costi delle materie prime e dell'energia. Rincari ulteriormente aggravati dalle recenti ripercussioni economico-commerciali legate alle tensioni internazionali. Un affanno che si ripercuote inevitabilmente sull'intera filiera. Sottolinea ancora il presidente Felici: "Per i nostri imprenditori il peso dell'innalzamento delle materie prime è concreto. A febbraio 2026 si registra un rincaro del 17 per cento per il cacao in polvere, del 12,9 per cento per il caffè e del 6,8 per cento del cioccolato". Di fronte a questa autentica tempesta perfetta, Confartigianato chiede a gran voce misure di tutela per salvaguardare il comparto, poiché questi continui aumenti finiscono inesorabilmente per pesare anche sulle tasche delle famiglie. Conclude infatti Felici: "Questo affanno economico si riflette in modo diretto sui consumatori. A febbraio 2026 il prezzo delle consumazioni di prodotti di pasticceria e gelateria registra un aumento del 3,1 per cento su base annua".

Redazione

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