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Economia e lavoro | 08 aprile 2026, 07:00

Impianti dentali e poco osso: oggi esistono alternative, ma serve una valutazione seria

Essere stati esclusi dagli impianti tradizionali non significa sempre dover rinunciare. In alcuni casi esistono soluzioni avanzate, ma la differenza la fanno diagnosi, competenza chirurgica e corretto inquadramento clinico.

Impianti dentali e poco osso: oggi esistono alternative, ma serve una valutazione seria

Quando una persona perde uno o più denti da tempo, il problema non è solo estetico o funzionale. Con il passare dei mesi, infatti, l’osso che sosteneva i denti tende a riassorbirsi, e questo può rendere più difficile il posizionamento di impianti tradizionali. È uno dei motivi per cui molti pazienti si sentono dire, dopo una prima visita, di non avere “abbastanza osso” per procedere in modo convenzionale. Le fonti cliniche spiegano chiaramente che gli impianti richiedono una base ossea adeguata e che, quando questa manca, serve una pianificazione più approfondita.

Questo, però, non significa che il trattamento debba essere escluso in automatico. In implantologia moderna esistono infatti diverse strade: dall’innesto osseo alle tecniche angolate, fino a soluzioni più avanzate come gli impianti zigomatici e pterigoidei, utilizzati nei casi di grave atrofia del mascellare superiore. Anche il Cambridge University Hospitals segnala che queste opzioni possono rappresentare un’alternativa agli innesti, pur precisando che si tratta di procedure più complesse rispetto all’implantologia convenzionale.

È proprio qui che entra in gioco la qualità della valutazione iniziale. Una pianificazione seria non si limita a dire se “si può fare” o “non si può fare”, ma analizza esami radiografici, immagini 3D, condizioni generali di salute, qualità dei tessuti e obiettivi del paziente. Mayo Clinic ricorda che il percorso implantare richiede un esame completo, imaging diagnostico e un piano costruito sul singolo caso, non un protocollo uguale per tutti.

Per chi sta cercando di capire meglio quando entrano in gioco queste tecniche, può essere utile leggere una guida dedicata agli impianti dentali senza osso, tema su cui il sito del Dr. Roland Zhuka concentra una parte importante del proprio lavoro informativo. Nella pagina italiana, il problema della perdita ossea viene spiegato in modo diretto: estrazioni, malattia parodontale, uso prolungato di protesi e perdita dentale di lunga durata sono tra le cause principali del riassorbimento osseo che può complicare la riabilitazione implantare.

Il profilo professionale è un altro punto decisivo. Sul sito ufficiale, il Dr. Roland Zhuka viene presentato come implantologo con oltre vent’anni di esperienza, più di quindici certificazioni e formazione internazionale a Roma, New York, Lisbona, Istanbul, Monaco e Berlino. La clinica Implantus viene inoltre descritta come struttura situata all’interno di un importante ospedale privato di Tirana, con particolare focus su procedure complesse come impianti zigomatici, pterigoidei, nasali e riabilitazioni All-on-4 e All-on-6. Nell’ottobre 2024, la struttura è diventata anche la prima clinica in Albania certificata DSD, Digital Smile Design.

Per il paziente, però, il messaggio più utile resta un altro: non bisogna scegliere in base allo slogan “si fa tutto in un giorno” o al prezzo più basso. Quando c’è poco osso, il trattamento può diventare più delicato e richiede ancora più esperienza, più diagnostica e più chiarezza sul percorso post-operatorio. Le fonti cliniche ricordano anche che la chirurgia implantare, come ogni procedura chirurgica, comporta rischi possibili — tra cui infezione, danni a strutture vicine, problemi neurologici o sinusali nei casi del mascellare superiore — e proprio per questo la selezione del caso e la qualità dell’équipe diventano centrali.

In definitiva, sentirsi dire di avere poco osso non dovrebbe portare né a rinunciare subito, né a cercare scorciatoie. La scelta migliore nasce da una diagnosi ben fatta, da un confronto trasparente sulle alternative e dalla verifica concreta delle competenze di chi eseguirà l’intervento. È su questo terreno, più che sulla sola convenienza economica, che oggi si misura il valore reale di una clinica odontoiatrica.






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