Le colline del Monferrato, delle Langhe e del Roero portano a Verona tutto il peso di una storia millenaria e la consapevolezza di dover affrontare un mercato internazionale sempre più complesso. Dal 12 al 15 aprile il Piemonte vitivinicolo sbarca a Vinitaly 2026, la 58ª edizione del salone internazionale del vino e dei distillati, con numerose aziende associate a Confagricoltura tra gli espositori. Un appuntamento cruciale per un comparto che si presenta a Verona con basi solide, ma con la piena consapevolezza delle sfide che attendono il settore sul fronte dei dazi, della geopolitica e dei mercati globali.
Un patrimonio da 44mila ettari
I numeri del vigneto piemontese parlano da soli e descrivono una realtà produttiva di straordinario spessore. La superficie vitata regionale si estende su 44.961 ettari, condotti da 10.512 aziende agricole secondo i dati ufficiali della Regione Piemonte. Un patrimonio economico, produttivo e paesaggistico che caratterizza i siti Unesco di Langhe, Roero e Monferrato, ma si ramifica anche nel Torinese, nelle aree pedemontane e nell'Alto Piemonte. È partendo da queste solide fondamenta che Enrico Allasia, presidente di Confagricoltura Piemonte, traccia la rotta per i prossimi anni: "Il Piemonte partecipa compatto a Vinitaly, consapevole delle prove poste dalla geopolitica, dai mercati internazionali e dai dazi, ma forte di storia, tradizione, competenze e qualità produttiva che possono aprire una nuova stagione di sviluppo".
L'Asti Docg e il nodo dei mercati
Tra i temi più delicati che il comparto porta a Verona c'è senza dubbio la situazione dell'Asti Docg, la denominazione simbolo della nostra provincia che nel 2025 ha registrato un calo del 9% delle vendite globali in Gdo e retail, scese a quasi 75 milioni di bottiglie. Un dato che suona come un campanello d'allarme, temperato tuttavia dai segnali incoraggianti che arrivano dalla Cina, mercato in crescita e sempre più strategico per il posizionamento internazionale del vino italiano. Per gli operatori astigiani, trovare nuove rotte commerciali e adattare le strategie di marketing alle trasformazioni del mercato globale è diventata una priorità improrogabile.
Il contesto internazionale richiede attenzione e capacità di lettura. Vinitaly dedica quest'anno uno spazio specifico ai cosiddetti vini NoLo (No Alcohol / Low Alcohol), segnale evidente di un mercato che si trasforma sotto la spinta di nuovi stili di consumo e di una crescente attenzione alla salute. Sul fronte europeo, il caso francese offre un raffronto significativo: oltralpe le richieste di estirpazione dei vigneti hanno interessato quasi 28.000 ettari, una superficie pari al 62% dell'intero vigneto piemontese. Un dato che fotografa la pressione strutturale che grava sull'intero comparto europeo.
L'incontro sui rosati allo stand di Confagricoltura
Allo stand istituzionale di Confagricoltura, collocato nel Padiglione D, è in programma martedì 14 aprile alle 12 l'incontro "Se son rosé: tre territori, un colore, infinite sfumature", dedicato ai vini rosati di Cuneo, Siena e Brescia. Un confronto tra realtà produttive diverse, accomunate dalla sfida di valorizzare un colore che sta conquistando un pubblico sempre più ampio e trasversale in tutto il mondo. A guidare il percorso di crescita del settore è la visione lucida del presidente Allasia, che chiude con un messaggio chiaro: "Il contesto richiede visione e capacità di adattamento, senza perdere identità. Il Piemonte ha le basi per guidare questa fase, valorizzando qualità, territori e presenza sui mercati internazionali".














