Le organizzazioni sindacali della Polizia Penitenziaria della Casa di Reclusione di Asti hanno formalmente proclamato lo stato di agitazione del personale del Comparto. Una decisione drastica, motivata dal “perdurare di gravi criticità organizzative e della costante assenza di un confronto concreto sulle problematiche più volte segnalate”.
Le accuse alla Direzione
Negli ultimi mesi, sottolineano i sindacati firmatari – SAPPE, OSAPP, UILFP P.P. e FNS CISL –, sono state trasmesse “numerose note, comunicazioni e segnalazioni inerenti le criticità operative dell’Istituto, corredate da osservazioni, richieste e proposte” per evitare un ulteriore deterioramento delle condizioni lavorative, organizzative e di sicurezza. A queste sollecitazioni, tuttavia, “ha fatto seguito un atteggiamento di progressiva e ingiustificata chiusura da parte della Direzione”, che avrebbe determinato “un’impostazione gestionale sempre più distante da corrette, trasparenti ed efficaci relazioni sindacali”.
Emblematica, a giudizio delle sigle sindacali, la convocazione del 27 maggio relativa all’organizzazione del lavoro, fissata nonostante la richiesta di rinviare la trattazione alla definizione dell’accordo locale conseguente al P.I.D.. Una richiesta che, precisano i sindacati, “non nasceva da una posizione ostruzionistica, bensì dall’esigenza di evitare una trattazione locale priva del necessario quadro di riferimento distrettuale”, come già accaduto in occasione della precedente convocazione del 21 aprile 2026, poi rinviata dalla stessa Direzione. L’informazione preventiva trasmessa per il nuovo incontro è stata giudicata “distante dalle osservazioni e dalle proposte formulate dalle scriventi OO.SS., confermando una gestione poco incline al confronto e scarsamente orientata alla ricerca di soluzioni condivise”.
Le richieste dei sindacati
La “persistente assenza di risposte concrete” e la “progressiva compressione del dialogo sindacale”, denunciano le organizzazioni dei lavoratori, “non ledono soltanto le prerogative delle Organizzazioni Sindacali, ma incidono direttamente sul benessere organizzativo, sul clima lavorativo e sulla salute psicofisica del personale in servizio presso l’Istituto di Asti”.
Per questi motivi i sindacati hanno proclamato lo stato di agitazione a oltranza del personale di Polizia Penitenziaria e interrotto “con effetto immediato ogni relazione sindacale ordinaria, fatti salvi i casi di urgenza, emergenza o inderogabile necessità istituzionale”. Le sigle sindacali chiedono inoltre “un immediato cambio di impostazione gestionale da parte dei vertici dell’Istituto ed il ripristino di corrette relazioni sindacali, fondate su trasparenza, rispetto reciproco e una reale possibilità di confronto”, sollecitando “la convocazione urgente di un tavolo di confronto presso i competenti organi superiori, con il coinvolgimento del Provveditorato Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria e, ove necessario, della Prefettura”. In assenza di un rapido cambio di rotta, le scriventi si riservano di “intraprendere ogni ulteriore iniziativa di protesta consentita dalla normativa vigente”.
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