La Giunta regionale del Piemonte, su proposta dell'assessore all'Ambiente Matteo Marnati, ha approvato due importanti misure nel quadro del Programma del Fesr (Fondo Europeo di Sviluppo Regionale) 2021-2027, destinate a promuovere la transizione verso un'economia circolare e l'efficientamento delle risorse. Le risorse complessive ammontano a 14 milioni e 150 mila euro, interamente dedicate a interventi proposti da soggetti pubblici.
Le misure, rientranti nella Priorità II "Transizione ecologica e resilienza" e specificamente nell'Obiettivo specifico RSO2.6, sono state definite con l'obiettivo di ridurre la produzione di rifiuti, promuovere la simbiosi industriale e migliorare le tecnologie di riciclaggio.
Marnati: "Opportunità di sviluppo e occupazione"
"Con l'approvazione di queste schede tecniche – dichiara l'assessore Marnati – il Piemonte conferma il proprio impegno concreto verso la transizione ecologica. Queste risorse sono fondamentali per dotare la pubblica amministrazione e gli enti gestori di strumenti innovativi nella riduzione dei rifiuti e nel riciclo. Investire sull'economia circolare significa non solo ridurre l'impatto ambientale, ma anche creare nuove opportunità di sviluppo e occupazione nel territorio, in linea con gli obiettivi dell'Agenda 2030".
Prevenzione e simbiosi industriale: 6 milioni e 150 mila euro
La scheda di misura "Prevenzione della produzione dei rifiuti e promozione della simbiosi industriale - soggetti pubblici" (Azione II.2vi.1), con una dotazione finanziaria di 6 milioni e 150 mila euro, ha l'obiettivo di sostenere lo sviluppo di reti del riutilizzo e la realizzazione di centri del riuso. Promuove inoltre iniziative di interventi di riduzione dello spreco alimentare lungo tutta la filiera, iniziative riguardanti la riduzione degli scarti nei processi produttivi in un'ottica di simbiosi industriale, la riduzione del consumo di prodotti in plastica monouso, la riduzione della produzione dei rifiuti di imballaggio e del rifiuto non riciclabile e la riduzione della produzione dei rifiuti pericolosi.
I beneficiari sono i Consorzi di Area Vasta, i Comuni e Unioni di Comuni, la Città Metropolitana di Torino e le Province piemontesi, le Aziende Sanitarie Locali ed ospedali pubblici e le Università pubbliche. L'agevolazione concessa è un contributo in conto capitale a fondo perduto fino all'80% dei costi ammissibili, con un massimo di 1 milione di euro per progetto. I costi ammissibili non potranno essere inferiori a 50.000 euro.
Tecnologie di riciclaggio: 8 milioni di euro
La Scheda di misura "Applicazione e diffusione di tecnologie di riciclaggio - soggetti pubblici" (Azione II.2vi.2) ha una dotazione finanziaria di 8 milioni di euro, con l'obiettivo di favorire l'efficientamento dei sistemi di trattamento dei rifiuti. L'azione è mirata al finanziamento di tecnologie avanzate per il riciclaggio di frazioni di rifiuti critiche o contenenti materie prime critiche, e intende agevolare iniziative volte a incrementare il riciclaggio dei rifiuti, migliorando l'efficienza di trattamento dei rifiuti oggetto di raccolta differenziata.
Sono ammissibili a finanziamento interventi di ampliamento o adeguamento delle linee e tipologie di impianti relativi al trattamento della frazione organica (digestori anaerobici, impianti di compostaggio), preparazione per il riutilizzo e trattamento di Raee (Rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche), inclusi pannelli fotovoltaici, batterie ed accumulatori, finalizzato al riciclaggio delle materie prime critiche, nonché interventi di trattamento dei rifiuti ingombranti, dei tessili e delle plastiche.
Anche in questo caso i beneficiari sono i Consorzi di Area Vasta. I costi ammissibili non potranno essere inferiori a 200.000 euro, la percentuale di contribuzione sarà fino all'80% e il contributo non potrà superare 2 milioni di euro.
La copertura finanziaria
L'importo totale di 14 milioni e 150 mila euro è coperto attraverso una ripartizione triennale (2026-2028) che prevede il 40% a carico del Fesr, il 42% a carico dello Stato e il 18% a carico del bilancio regionale. La selezione degli interventi avverrà sulla base dei criteri definiti dal Comitato di sorveglianza del Pr Fesr 2021-2027, garantendo trasparenza e coerenza con le direttive europee e regionali.














