Un tragico evento, mercoledì sera, costato la vita a una donna sui binari in un paese vicino alla stazione di Asti, non ha lasciato dietro di sé solo profondo cordoglio, ma anche inevitabili disagi per migliaia di viaggiatori. Di fronte alle polemiche sollevate in queste ore sui ritardi e sulle lunghe attese in banchina, i vertici di Ferrovie dello Stato (tramite i referenti di RFI e FS Security) hanno scelto di fare totale chiarezza, illustrando le oggettive difficoltà tecniche di quel pomeriggio e respingendo le accuse di disorganizzazione.
I tempi della giustizia e i binari chiusi
L'incidente si è verificato in uno dei momenti più critici della giornata, intorno alle 17, nel pieno della fascia pendolare e nel giorno in cui ad Asti c'era stata la fiera carolingia. "La situazione è andata per le lunghe, purtroppo, ma non è dipeso da noi", spiegano da Ferrovie. Quando si verifica un evento di tale portata, la gestione della linea esce dall'esclusiva competenza ferroviaria. "Sul posto arrivano forze dell'ordine, vigili del fuoco, magistrati, polizia giudiziaria. I primi a intervenire sono il nostro personale di RFI e quello di FS Security, il cui compito è supportare tutte queste autorità in ogni fase".
A rallentare le tempistiche, mercoledì sera, sono state proprio la gravità dell'accaduto e la complessità nel recupero della salma. Le operazioni di carattere scientifico e giudiziario hanno imposto il blocco di due binari per quasi cinque ore. "Il nulla osta per riprendere la circolazione e muovere i treni ce lo hanno dato tardi, alle 22.28", precisano da FS. "Noi non abbiamo il permesso di far ripartire la circolazione senza l'autorizzazione ufficiale della Prefettura. Non possiamo fare di testa nostra essendoci in corso operazioni giudiziarie a tappe. Questo è stato il vero problema di quel giorno".
Autobus sostitutivi e assistenza: i veri numeri
La società ferroviaria ha anche fatto luce sulla gestione dei viaggiatori e sull'uso degli autobus sostitutivi. Immediatamente dopo il fatto, due pullman sono stati inviati sul luogo dell'investimento per recuperare i passeggeri rimasti bloccati a bordo dei convogli coinvolti, portandoli al sicuro.
Successivamente, sebbene reperire mezzi in emergenza in quell'orario non sia un'operazione semplice, sono stati recuperati altri pullman per un totale di quattro mezzi che hanno fatto costantemente la spola tra Asti e Trofarello per tutto il tempo del blocco. "Il nostro primo obiettivo è non tenere i viaggiatori lungo la linea o fermi nei treni", sottolineano i referenti. "Il personale ha supportato in tutti i modi possibili le persone nelle stazioni, tenendo aperte le sale d'attesa e cercando di dare ristoro, distribuendo bottigliette d'acqua per alleviare l'attesa".
Il nodo di Porta Nuova e Trofarello
L'enorme volume di viaggiatori coinvolti — complice l'orario pendolare e i rientri dall'evento astigiano— ha reso impossibile soddisfare tutti in tempi brevi con i soli autobus. Molti viaggiatori sono quindi rimasti in attesa a Torino Porta Nuova, una scelta che la società definisce non casuale ma dettata da una logistica mirata a tutelare le persone. "Far muovere i treni da Torino per farli arrivare e bloccare a Trofarello, che era il limite oltre cui non si poteva andare, avrebbe significato far accampare centinaia di persone in una stazione piccola, in attesa di un bus che poteva portarne solo poche decine alla volta", spiegano da Ferrovie. "Tanto vale far attendere le persone a Porta Nuova, dove ci sono molti più servizi, comfort e spazi al coperto. Nella scomodità del ritardo e dell'emergenza per cause di forza maggiore, si è cercato di mantenerli più comodi e sicuri possibile".














