Questa mattina la cooperativa responsabile dell’educativa del carcere di Quarto ha consegnato una cospicua quantità di “piantine di ortaggi” agli ortolani concessionari di lotti comunali, che provvederanno alla loro messa a dimora.
Le piantine sono realizzate nell’ambito del progetto “Coltiviamo in Libertà”, promosso dalla Casa di Reclusione di Asti insieme al Comune di Asti, con il coinvolgimento della Fondazione Casa di Carità Arti e Mestieri, dell’Associazione Effatà e del Consorzio CoAlA, attraverso la propria associata Cooperativa Sociale La Strada.
Il Comune di Asti dispone infatti di 307 orti ubicati in cinque appezzamenti in diverse parti della città e più precisamente: Torretta, S.Quirico (2 appezzamenti), località Carretti e zona Lungo Borbore/Strada Atleti Azzurri Astigiani, assegnati in parte a cittadini over 60 che non svolgono attività lavorativa, nell'ambito delle politiche di sostegno alla vita di relazione e al fine di prevenire l'isolamento e facilitare la socializzazione, ed in parte ad Associazioni o Enti per la realizzazione di progetti sociali rivolti a persone e/o famiglie in stato di disagio socio-economico o psico-fisico.
Il progetto nasce con l’obiettivo di trasformare il lavoro agricolo e la formazione professionale in un’occasione concreta di inclusione sociale, crescita personale e restituzione alla comunità. I detenuti coinvolti partecipano infatti a percorsi di coltivazione e cura delle piantine e delle erbe aromatiche destinate agli orti sociali cittadini e al verde urbano, acquisendo competenze professionali spendibili anche all’esterno del contesto detentivo.
L’iniziativa rappresenta un esempio concreto di collaborazione tra istituzioni, terzo settore e territorio, capace di coniugare formazione, dignità del lavoro e attenzione ai bisogni della comunità locale.
Orti sociali: numeri e graduatorie
“Quest' anno sono stati ri-assegnati circa 40 orti, compresa una quota di orti assegnati come sostegno al reddito. Vista la stagione estiva ormai imminente le assegnazioni sono terminate. È possibile, comunque fare domanda per entrare in graduatoria per il prossimo anno”, ha dichiarato Danilo Moiso, referente del progetto.
























