Asti si è trasformata oggi in un vero e proprio “cantiere di pace”, accogliendo la tappa cittadina del Giro dell’Italia per la pace, la manifestazione nazionale promossa dal coordinamento degli enti locali e sostenuta in città dal Comune di Asti, dal Servizio Civile Universale, dalla rete Welcoming e dall’Informagiovani.
Una giornata intensa, partecipata da studenti, volontari, associazioni e cittadini, sviluppatasi tra momenti di approfondimento, cammino condiviso e riflessione spirituale, con un unico filo conduttore: non distogliere lo sguardo dai conflitti che continuano a segnare il mondo.
La mattinata si è aperta negli spazi del Polo Universitario “Rita Levi Montalcini”, dove si è svolto il seminario “Parole, gesti e idee per una Città Cantiere di Pace”. Dopo i saluti istituzionali, spazio agli interventi delle Acli con Mauro Ferro, Maurizio Ghiberti e Daniela Grassi, insieme alle testimonianze dei volontari del Servizio civile e delle associazioni della rete Welcoming.
Particolarmente sentiti anche gli interventi di Carlo Cefaloni, giornalista e portavoce della campagna “Economia disarmata”, e di Abderramane Amajou, presidente di ActionAid, che hanno richiamato l’attenzione sulle responsabilità internazionali, sui diritti umani e sulle conseguenze sociali dei conflitti armati.
Tra i momenti più toccanti della giornata, le letture dedicate alle cosiddette “guerre dimenticate”. Nel corso degli interventi è stato approfondito anche il dramma del Sudan, paese devastato da una lunga instabilità politica e da un conflitto che continua a provocare migliaia di vittime e milioni di sfollati.
È stato ricordato come le milizie e le forze armate si contendano il controllo delle ricchezze del paese, in particolare dell’oro, mentre la popolazione civile continua a pagare il prezzo più alto della guerra. Un passaggio ha richiamato anche i dati dell’emergenza umanitaria: milioni di persone costrette a lasciare le proprie case per rifugiarsi nelle aree vicine o oltre confine, verso Egitto, Sudan del Sud e Ciad.
Alle 12 il messaggio di pace è uscito dalle aule universitarie per attraversare le strade cittadine. Il corteo ha percorso piazzale De André, corso Alfieri, piazza Roma e via Monsignor Rossi, fino all’arrivo in piazza Catena, cuore simbolico della manifestazione.
Qui si è svolto il momento conclusivo della marcia, con la consegna della lampada della pace all’amministrazione comunale e le letture curate dai ragazzi del Servizio Civile Universale, che hanno dato voce alle sofferenze delle popolazioni coinvolte nei conflitti spesso dimenticati dall’opinione pubblica internazionale.
La giornata si concluderà alle 18.30 nella Cattedrale di Asti con la veglia di preghiera per la pace, anticipata eccezionalmente rispetto all’abituale appuntamento mensile, per suggellare la tappa astigiana con un momento di raccoglimento e condivisione aperto alla comunità.












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