In considerazione delle elevatissime temperature degli ultimi giorni, la Regione Piemonte gioca d'anticipo sull'inizio formale della stagione estiva e vara nuove misure per proteggere chi lavora all'aperto dagli effetti delle temperature estreme. Il presidente Alberto Cirio e l’assessore alla Sanità Federico Riboldi hanno siglato l'ordinanza straordinaria che introduce tutele mirate per le categorie professionali più esposte ai colpi di calore.
Il provvedimento, che ricalca la strategia già sperimentata con successo nel 2024 e nel 2025, si rivolge a dipendenti e autonomi di settori chiave come agricoltura, edilizia, florovivaismo, logistica (inclusi i rider) e attività estrattive nelle cave. Le restrizioni scattano in tutti i contesti in cui lo sforzo fisico prolungato sotto il sole non possa essere mitigato da soluzioni tecniche o organizzative aziendali.
"A fronte delle temperature straordinarie di questi giorni, e grazie al lavoro che gli uffici regionali stavano già portando avanti in vista della stagione estiva, la Regione Piemonte anticipa di un mese l’entrata in vigore dell’ordinanza che da due anni scatta in estate per proteggere i lavoratori più esposti dalle ondate di calore", spiegano Cirio e Riboldi. Sebbene il meteo preveda una tregua termica nei prossimi giorni, i vertici della Regione sottolineano che il clima torrido non è più un'eccezione ma una costante improvvisa. "Per questo abbiamo firmato l’ordinanza in modo da essere pronti in caso di caldo anomalo per tutelare i lavoratori nelle situazioni di maggiore rischio, favorendo al tempo stesso una corretta organizzazione delle attività produttive", concludono i due amministratori.
Sulla stessa linea d'onda si pone il vicepresidente con delega al Lavoro Maurizio Marrone, che rimarca l'importanza della prevenzione: "L’obiettivo non è fermare le attività produttive, ma favorire una corretta organizzazione del lavoro e l’adozione di tutte le misure necessarie per garantire condizioni di sicurezza adeguate. La salute dei lavoratori viene prima di tutto ed è una responsabilità che coinvolge istituzioni, imprese e lavoratori stessi", dichiara il vicepresidente.
Dal punto di vista operativo, il documento recepisce le linee guida della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome. La misura cardine prevede l'astensione obbligatoria dal lavoro tra le 12.30 e le 16, nel periodo compreso tra il 30 maggio e il 31 agosto. Lo stop scatterà esclusivamente nei giorni in cui la piattaforma Worklimate segnalerà un livello di rischio alto alle 12 per chi svolge attività fisica intensa sotto il sole.
Il blocco non si applicherà nel caso in cui i datori di lavoro riescano a garantire condizioni climatiche favorevoli, come la presenza di aree ombreggiate o sistemi di aria condizionata. Per consentire la prosecuzione del lavoro in fasce orarie più fresche, l'amministrazione regionale ha invitato i sindaci a concedere deroghe temporanee ai regolamenti comunali sui rumori, agevolando così l'apertura anticipata dei cantieri o il lavoro all'alba.
Per monitorare l'andamento del piano e fare tesoro dei dati storici, la Regione convocherà già la prossima settimana il tavolo permanente sull'emergenza caldo, che vedrà la partecipazione delle direzioni competenti e di tutte le parti sociali interessate.
Il testo completo dell’ordinanza e le risposte alle domande frequenti sono consultabili sul sito istituzionale dell'ente: https://www.regione.piemonte.it/web/pinforma/notizie/sicurezza-sul-lavoro-caldo-estremo-lordinanza-regionale-per-tutela-dei-lavoratori-esposti-alle-alte














