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Ultim'ora | 02 giugno 2026, 15:37

Iran, Azmoun non convocato per i Mondiali: "È un traditore"

Iran, Azmoun non convocato per i Mondiali: "È un traditore"

(Adnkronos) -

Sardar Azmoun considerato un "traditore" in Iran. L'ex attaccante della Roma, che oggi gioca in Qatar con lo Shabab Al Ahli, è stato etichettato come un nemico della Repubblica islamica e non convocato dalla sua Nazionale per i Mondiali 2026, che si svolgeranno tra meno di 10 giorni in Stati Uniti, Messico e Canada. Ci sarà invece l'ex Inter Mehdi Taremi. 

Nonostante sia considerato uno dei calciatori più talentuosi della sua generazione, Azmoun non è stato chiamato dal ct iraniano a causa di dissapori con il regime del Paese. La causa è una foto postata su Instagram dallo stesso Azmoun negli scorsi mesi, quando l'Iran si trovava in piena guerra con gli Stati Uniti, che ritrae l'attaccante stringere la mano al Primo Ministro degli Emirati Arabi Uniti, lo sceicco Mohammed bin Rashid, uno degli alleati di Donald Trump in Medio Oriente. 

Quella foto non gli è costata soltanto la convocazione ai prossimi Mondiali, ma anche, come detto, l'etichetta di "traditore" dai suoi stessi connazionali. Azmoun ha voluto quindi rispondere alle critiche con un lungo post su Instagram: "A causa di qualche incomprensione, qualcuno ha espresso un giudizio affrettato, quindi voglio dire qualche parola dal profondo del mio cuore", ha scritto l'ex attaccante della Roma. 

"Molti anni fa, prima di essere chiamato dalla nazionale iraniana, ricevetti una grossa offerta finanziaria da un altro paese, ma la mia unica risposta fu che ero figlio dell'Iran e volevo giocare per il popolo del mio paese e renderlo felice", ha raccontato Azmoun, "quando ho indossato la maglia della nazionale del mio Paese, mi sono promesso che ogni volta che giocherò per l'Iran, lavorerò duro per rendere le persone felici di seguire il calcio con amore, soprattutto i ragazzi che sono contenti della nostra vittoria nelle nostre città e villaggi più remoti". 

"Ho sempre giocato con orgoglio per la mia nazionale. Quando abbiamo vinto, ero orgoglioso di me stesso e della mia squadra, e quando non abbiamo vinto, ero il più triste del mondo. Amo il calcio e amo le brave persone del mio Paese, le persone che mi hanno sempre dato energia con il loro amore e il loro sostegno", ha continuato Azmoun, "forse molte persone sanno le piccole cose faccio: dalla prenotazione di tutti gli hotel per la sicurezza delle persone care durante la guerra, alla fornitura di acqua per i villaggi remoti del Golestan, oltre al sostegno alle donne di Wallibal, al basket e al ciclismo. Queste cose rappresentato solo una parte del mio amore per l'Iran". 

"Ovunque giochi a calcio, la mia identità, il mio cuore e il mio onore sono l'Iran. Sono un calciatore e amo il calcio e tutto ciò che ho realizzato nella vita è prima per la grazia di Dio, poi lo sforzo, il sostegno e l'amore della mia cara gente, e per questo amore sono sempre grato alla gente del mio Paese", ha concluso Azmoun, "auguro quindi successo e onore alla mia nazionale, ai giocatori, allo staff tecnico che parteciperà alla Coppa del Mondo. Grazie a Dio per aver reso felici i compagni e i cuori del popolo iraniano". 

 

webinfo@adnkronos.com (Web Info)

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