Un gesto che unisce profonda devozione e orgoglio cittadino. Sabato 13 giugno, in occasione della solennità di Sant’Antonio di Padova, patrono di Moncalvo e figura di riferimento per il comitato palio biancorosso, la rettrice Annalisa Guarino e il direttivo consegneranno al parroco don Andrea Tancini una preziosa bandiera araldica. Il vessillo troverà la sua dimora definitiva nella cappella dedicata al santo, custodita all’interno della chiesa di San Francesco.
Un simbolo di fede e identità
Realizzata in pregiata seta francese, impreziosita da eleganti bordure d’argento e dai colori biancorossi, la bandiera è destinata a diventare parte integrante del patrimonio devozionale della città. Non si tratta di un semplice ornamento cerimoniale, ma dell'emblema di un legame viscerale tra l'anima paliesca e la spiritualità locale.
A sottolinearne il profondo valore, la rettrice Annalisa Guarino dichiara: "Con questo dono affidiamo il comitato, i suoi volontari e l’intero popolo biancorosso alla protezione di Sant’Antonio".
L'attaccamento ai colori si fonde con le radici stesse della comunità, come ribadisce la rettrice: "La bandiera rappresenta la nostra identità, la nostra storia e il nostro senso di appartenenza. Rimarrà custodita accanto all’altare del patrono come segno permanente di devozione e memoria".
La tradizione che accompagna il futuro
La solenne cerimonia di consegna si inserirà nel cuore delle celebrazioni patronali e si concluderà con il posizionamento del drappo nella cappella. Una suggestiva novità accompagnerà inoltre le future ricorrenze. A partire da quest'anno, infatti, la bandiera non resterà soltanto un tesoro custodito. Al contrario, sfilerà ogni 13 giugno durante la tradizionale processione per le vie e le piazze del centro storico, orgogliosamente scortata da dame e cavalieri in preziosi abiti d'epoca.
Tra storia e arte monferrina
La scelta della collocazione possiede uno spessore storico innegabile. La cappella di Sant'Antonio rappresenta un vero e proprio scrigno di memoria per Moncalvo: fu proprio in questo luogo che, nel 1628, per sfuggire al tragico flagello della peste, gli abitanti fecero un voto solenne, promettendo di onorare il patrono ogni anno.
Questo spazio sacro accoglie peraltro le spoglie di alcuni marchesi del Monferrato e del celebre pittore manierista Guglielmo Caccia, noto universalmente come "Il Moncalvo". Sono proprio le sue inestimabili tele, dedicate ai miracoli e alla vita del santo, ad adornare le pareti della cappella. Con questo dono la comunità rinnova un rito antico, tracciando un ponte ideale tra il cammino del comitato palio e la secolare devozione della città.














