(Adnkronos) - Per Trump l’Iran ha acconsentito "pienamente e completamente" a consentire le ispezioni nucleari, ma per Teheran non c'erano "piani" per il ritorno degli ispettori dell’Aiea nei suoi impianti di arricchimento bombardati. Il disaccordo diplomatico tra Stati Uniti e Iran in merito alle ispezioni nucleari compromette la stabilità dei negoziati in corso.
"Stiamo andando molto bene con Teheran. Sono stati decimati e stiamo stringendo un accordo con loro. Lunedì sono usciti 19 milioni di barili di petrolio - ed è il volume più grande nella storia dello Stretto di Hormuz. Il nostro mercato azionario è alle stelle e i prezzi del petrolio stanno crollando", ha affermato il presidente americano il quale ha subito ribadito la sua posizione sulle ispezioni dell'Aiea in Iran contestando la versione di Teheran secondo cui non sono previste visite. "Si sbagliano... Ce l’hanno detto direttamente e abbiamo tutto sotto controllo, al 100%" ha affermato. "E se avessero ragione, annullerei subito gli incontri".
Per Trump, l'Iran si trova grazie alla sua amministrazione in una posizione in cui non era mai stato prima: "I soldi che preleveremo dall’Iran andranno ai nostri agricoltori per fornire mais, soia e grano all’Iran, perché hanno un problema di fame... hanno molti problemi". "Hanno torto, hanno torto, sanno di aver torto," ha poi aggiunto, insistendo sulla questione degli ispettori. A una domanda sui tempi, però, Trump non ha fornito indicazioni precise: "Al momento opportuno," ha detto. "Non c'è fretta".
E poco prima aveva già scritto su Truth: "Nonostante le loro proteste e dichiarazioni false che sostengono il contrario, l'Iran ha accettato pienamente e completamente ispezioni nucleari al massimo livello per un periodo molto lungo nel futuro (all'infinito!!!). Ciò garantirà l''onestà nucleare' ". "Se non avessero accettato questo, non ci sarebbero stati ulteriori negoziati! Sulla base di questa e di altre importanti concessioni fatte dall'Iran, ho acconsentito a lasciare aperto lo Stretto di Hormuz, senza ulteriori blocchi navali", ha proseguito Trump, sottolineando che "tutte le navi rimangono in posizione nel caso fosse necessario ripristinare il blocco, cosa che, a questo punto, sembra altamente improbabile".
Iran e Usa hanno espresso posizioni divergenti circa l'assenso di Teheran all'accesso degli ispettori presso i siti nucleari. Il portavoce del ministro degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, ha dichiarato ai giornalisti a Teheran che gli ispettori non avevano in programma di esaminare i siti nucleari bombardati dagli Stati Uniti, smentendo di fatto il vicepresidente statunitense JD Vance.
Il 'rebus nucleare' è dunque la coda dei colloqui andati in scena in Svizzera. Le posizioni dei due Paesi non coincidono. "Gli iraniani hanno accettato di invitare nuovamente gli ispettori dell'Aiea nel loro Paese", ha detto Vance, capo della delegazione a stelle e strisce, prima di lasciare la Svizzera. Diverso il quadro delineato da Teheran. I rapporti tra l'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica e l'Iran "proseguiranno secondo le procedure vigenti", nel rispetto degli obblighi previsti dagli accordi sulle salvaguardie e delle leggi nazionali, nonché delle decisioni del Consiglio Supremo di Sicurezza Nazionale, è stata la formula utilizzata dal portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, citato dai media di Stato.
Baghaei ha inoltre precisato che, durante i colloqui con gli Stati Uniti in Svizzera, "non si è discusso del programma nucleare iraniano e non sono stati assunti nuovi impegni". La posizione è stata confermata anche dall'agenzia iraniana Fars, vicina ai Guardiani della Rivoluzione, con una sostanziale smentita delle affermazioni di Vance. Secondo una fonte citata dall'agenzia, infatti, non vi sarebbe stata alcuna discussione sul rientro in Iran degli ispettori dell'Aiea.














