Da Asti al palco di uno dei concerti più imponenti mai organizzati in Italia. C’è anche un frammento astigiano nella grande notte romana di Ultimo a Tor Vergata, dove Simone Carè, 29 anni, ha avuto la possibilità di suonare il pianoforte davanti a una platea sterminata.
Un momento breve, ma densissimo. Di quelli che sembrano appartenere alla sfera privata di un sogno e invece, all’improvviso, diventano pubblici, condivisi, amplificati da migliaia di occhi e poi rilanciati dai social.
Simone Carè, astigiano, non arriva da un percorso accademico. Il pianoforte lo ha imparato da solo, coltivando negli anni una passione costruita senza scuole di musica, senza conservatorio, ma con costanza e ascolto. Una traiettoria personale che ha trovato una scena inattesa durante il concerto romano di Ultimo, grazie al format “Fateme suonà”, pensato per dare ad alcuni spettatori la possibilità di esibirsi al pianoforte davanti al pubblico.
“Un’emozione difficile da descrivere”
A raccontare l’esperienza è lo stesso Simone Carè, ancora attraversato dalla portata di quel momento.
“Suono il pianoforte da autodidatta: Non ho mai frequentato una scuola di musica, ma ho imparato da solo coltivando questa passione negli anni”, spiega.
Poi l’occasione, arrivata nel cuore di un evento gigantesco: “Ho avuto la fortuna di salire sul palco durante il concerto di Ultimo a Roma grazie al format Fateme suonà, che dà la possibilità ad alcuni spettatori di esibirsi al pianoforte davanti al pubblico. È stata un’esperienza davvero unica e un’emozione difficile da descrivere”.
Il palco, la folla, il pianoforte. Intorno, l’attesa di un concerto entrato nella storia recente della musica dal vivo italiana, con Ultimo protagonista davanti a circa 250mila persone. Per un giovane musicista autodidatta, trovarsi dentro una cornice del genere significa attraversare, in pochi minuti, una soglia quasi irreale.
Il video diventa virale
Dopo l’esibizione, Simone ha condiviso il video sul suo profilo Instagram. La risposta è stata immediata e sorprendente: Il reel ha raggiunto circa 200mila visualizzazioni, intercettando curiosità, commenti e condivisioni.
“Ho condiviso il video di quel momento sul mio profilo Instagram e, con mia sorpresa, ha raggiunto circa 200mila visualizzazioni”, racconta.
Il successo del video dice qualcosa non solo della forza dell’evento, ma anche della capacità di una storia semplice di arrivare a molti: Un ragazzo di Asti, un pianoforte, una passione nata lontano dai riflettori e portata, per una sera, dentro una dimensione enorme.
La musica come spazio possibile
La vicenda di Simone Carè si inserisce nel legame particolare che Ultimo ha costruito negli anni con il proprio pubblico. Un rapporto fatto di canzoni generazionali, fragilità riconoscibili, senso di appartenenza e partecipazione. Il format “Fateme suonà” si muove proprio in questa direzione: Accorciare la distanza tra palco e platea, trasformando alcuni fan in protagonisti, anche solo per il tempo di un brano o di un’esecuzione.
Per Simone, quel tempo è bastato a dare una forma concreta a una passione coltivata in autonomia. Non un punto d’arrivo, forse, ma certamente un passaggio da ricordare.
Da Asti a Roma, dal pianoforte studiato da autodidatta a un palco immenso, la sua storia racconta quanto la musica possa aprire spiragli inattesi. Anche quando nasce in silenzio, lontano dalle scuole e dai percorsi più codificati. Anche quando, fino al giorno prima, sembrava destinata a restare una passione privata.


















