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Ultim'ora | 20 luglio 2026, 18:19

Trump e la Spagna, dal gelo diplomatico alla consegna della Coppa del Mondo

Trump e la Spagna, dal gelo diplomatico alla consegna della Coppa del Mondo

(Adnkronos) -

La vendetta, almeno nel calcio, si serve fredda. E a servirla è stata la Spagna, che dopo mesi di tensioni con Donald Trump ha costretto il presidente americano a consegnarle il trofeo più ambito dello sport mondiale. Al termine della finale dei Mondiali vinta 1-0 contro l'Argentina ai supplementari, Trump è salito sul palco del MetLife Stadium in New Jersey per premiare i giocatori spagnoli e consegnare la Coppa al capitano Rodri, davanti al premier Pedro Sanchez, al re Felipe VI e a oltre un miliardo di spettatori collegati da tutto il mondo. 

Un'immagine dal forte valore simbolico, considerato che solo poche settimane prima Trump aveva usato parole durissime contro Madrid. Durante il vertice Nato in Turchia, il presidente americano aveva definito la Spagna un Paese "senza speranza", accusandola di non fare abbastanza per la difesa comune e arrivando a dire: "Non voglio avere nulla a che fare con la Spagna". Aveva inoltre evocato possibili conseguenze commerciali contro il governo di Sanchez. 

Lo scontro tra Washington e Madrid si è concentrato soprattutto sulle spese militari. Trump ha più volte attaccato la Spagna per il mancato rispetto degli obiettivi Nato sulla difesa, mentre Sanchez, alla guida di una coalizione di sinistra, ha difeso una linea diversa, privilegiando investimenti sociali e opponendosi all'aumento delle spese militari. 

Le tensioni si sono aggravate anche sul fronte internazionale. Il governo spagnolo si è schierato tra i più critici in Europa nei confronti delle operazioni israeliane a Gaza e ha rifiutato di consentire l'utilizzo delle basi militari spagnole per missioni americane legate alla guerra contro l'Iran, provocando la reazione della Casa Bianca. 

Nonostante il gelo politico, domenica Trump ha dovuto vestire i panni istituzionali. Dopo aver assistito alla finale dalla tribuna accanto a Sanchez, al re Felipe VI e alla regina Letizia, è sceso in campo insieme al presidente della Fifa, Gianni Infantino, per la cerimonia di premiazione. Una stretta di mano breve, ma sufficiente a consegnare alla storia una scena paradossale: il presidente che aveva definito la Spagna un "perdente" mentre consegna ai suoi giocatori la Coppa del mondo. 

 

webinfo@adnkronos.com (Web Info)

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