Quando le amministrazioni locali scelgono di scommettere sul patrimonio storico e sull'accesso universale alla bellezza, la risposta del territorio non si fa attendere. Nell’Astigiano prende vita “Milaresolestate”, un ciclo di appuntamenti estivi che rappresenta qualcosa in più di una semplice rassegna musicale: è un modello concreto di politica culturale integrata nato dalla collaborazione tra l’Associazione Culturale Milaresol e le giunte comunali di Castell’Alfero, Albugnano e Moncalvo.
Un progetto d'area per superare i confini campanilistici
Negli ultimi anni, una delle sfide più complesse per la politica amministrativa locale è stata superare la frammentazione del territorio. La rassegna ideata da Milaresol risponde proprio a questa esigenza: costruire un'offerta plurale che abbraccia sia i classici immortali (da Bach a Beethoven, da Brahms a Chopin) sia i linguaggi d'autore contemporanei e di frontiera (Mansurian, Piazzolla, Morricone).
Far dialogare palcoscenici storici diversi all'interno dello stesso cartellone significa fare promozione turistica sostenibile e riaffermare l'identità culturale del Monferrato come bene comune.
Il calendario: dal jazz manouche alla musica per la pace
Il viaggio sonoro della rassegna si snoda attraverso tre tappe pensate per coinvolgere pubblici differenti:
Sabato 1° agosto (ore 21.00) – Castell’Alfero: La cornice della Pieve Madonna della Neve ospita il virtuosismo e l'energia dello swing manouche firmato dai Gipsy Friends. Sul palco salgono Giulio Granero e Federico Briasco, quest'ultimo già vincitore del prestigioso concorso chitarristico “Pittaluga”.
Domenica 9 agosto (ore 18.00) – Albugnano: Nella suggestiva e solenne Abbazia di Vezzolano, spazio alle atmosfere intime ed emozionali del Duo Volver (Miriam Callegaro alla voce e Carla Tessari alla chitarra), con un programma dedicato ai maestri del tango Gardel, Ramirez e Cobian.
Domenica 9 agosto (ore 21.00) – Moncalvo: Chiusura serale nel Cortile di Palazzo Testafochi con il Mistralia Ensemble. L'unione delle musiche popolari da diverse regioni del pianeta, rivisitate in chiave colta, intende lanciare da uno dei centri simbolici del Monferrato un chiaro e forte messaggio politico di pace e convivenza tra i popoli.











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