(Adnkronos) - “Abbiamo fatto molta strada, ma la cosa che ci interessa è progettare il futuro”. E' quanto ha dichiarato Massimo Piacenti, presidente di Anir Confindustria, in occasione della quinta edizione di 'Immense 2026-grande ristorazione, cibo pubblico', la giornata di confronto tra istituzioni, Parlamento, imprese e stakeholder promossa da Anir Confindustria all’Auditorium dell’Ara Pacis di Roma. “Oggi siamo qua con tutti gli stakeholder. I fornitori debbono far parte in maniera permanente di una filiera strutturata. Dobbiamo diventare sempre di più un pezzo dell’industria italiana”, ha sottolineato Piacenti, indicando nella costruzione di una filiera più organizzata uno degli obiettivi centrali per il futuro della ristorazione collettiva. “La ristorazione collettiva è un servizio alle persone che ha a monte un’attività produttiva, dove si fanno i pasti. Abbiamo una grandissima responsabilità, ne siamo consapevoli, perché facciamo mangiare tante persone: bambini, bambine, malati, anziani, lavoratori. Incidiamo sul loro benessere, sulla loro salute”, ha aggiunto.
Per il presidente di Anir Confindustria, il ruolo della ristorazione collettiva va quindi considerato anche in una prospettiva più ampia di prevenzione e sostenibilità sociale ed economica. “Ci sono molte patologie che nascono in età infantile. Pensiamo non solo alla sofferenza per le persone, ma anche ai costi per il Servizio sanitario nazionale e per la produttività del Paese”, ha spiegato. Da qui la richiesta di una maggiore attenzione istituzionale al comparto. “Ci stiamo organizzando perché come filiera si possa contare di più in questo Paese e chiederemo che nel prossimo governo ci sia una delega specifica per il mondo dei servizi”, ha detto Piacenti. “Serve qualcuno che faccia sintesi e che valorizzi questa realtà”.
Una realtà che, secondo il presidente di Anir Confindustria, deve essere riconosciuta anche per la sua dimensione industriale e occupazionale. Infine, Piacenti ha indicato nella formazione e nell’innovazione due leve decisive per lo sviluppo del settore. “Dobbiamo investire molte risorse nella formazione, nella qualità, ma anche nella digitalizzazione, inserire anche elementi di intelligenza artificiale. Le attività ripetitive lasciamole fare alle macchine, lasciamo che le persone sempre più formate e qualificate facciano le attività a più alto valore aggiunto”, ha concluso il presidente di Anir Confindustria.














