In Piemonte cresce e si consolida una netta presa di posizione contro i rischi legati ai cibi ultraprocessati: il 70% dei 1.180 Comuni della regione ha già formalizzato una delibera a sostegno della campagna promossa da Coldiretti. Se il quadro regionale evidenzia una sensibilità diffusa, la provincia di Asti fa registrare un vero e proprio plebiscito istituzionale, con l'unanimità raggiunta da 117 amministrazioni su 117.
Questo compatto pronunciamento degli enti locali rafforza il percorso inaugurato dal primo Patto Nazionale tra agricoltori e medici, siglato lo scorso 10 luglio attraverso l'iniziativa "Campagna Amica per la Salute", promossa congiuntamente da Coldiretti, Fondazione Campagna Amica e Fondazione Aletheia. L'alleanza aveva già trovato un momento simbolico di confronto ad Asti, dove gli spazi al piano meno uno dell'ospedale Cardinal Massaia avevano accolto un vertice medico-scientifico affiancato da un mercato contadino allestito a ridosso dei reparti di cura.
Al centro del dibattito scientifico vi sono le evidenze relative ai cibi industriali iper-trasformati, responsabili secondo studi recenti di ben 32 diversi impatti negativi sull'organismo umano. La convergenza tra scienza e politica locale intende salvaguardare la salute metabolica pubblica promuovendo la tracciabilità e la qualità della filiera agroalimentare italiana.
L'orientamento espresso dai consigli comunali intercetta una consapevolezza sempre più diffusa tra i cittadini. "È apprezzabile come le amministrazioni comunali, così come il 97% degli italiani, considerino la sana alimentazione un irrinunciabile elemento per prevenire diabete, patologie cardiache e obesità", sottolinea la Presidente di Coldiretti Asti Monica Monticone, aggiungendo che "contrastare il consumo di cibi ultraprocessati è fondamentale, perché questi prodotti danneggiano gravemente la salute metabolica e possono aumentare il rischio di mortalità".
![]()
La risposta indicata dall'organizzazione agricola risiede nella riscoperta dei modelli di consumo tradizionali e nella consapevolezza al momento dell'acquisto. "Ritorniamo al cibo sano e genuino garantito dall'agroalimentare italiano", dichiara il Direttore Giovanni Rosso, che raccomanda di privilegiare "frutta, verdura, legumi, cereali integrali e prodotti locali, leggendo con attenzione le etichette per evitare additivi, amidi modificati e sciroppi di glucosio-fruttosio, limitando al contempo snack industriali, cibi pronti e bevande zuccherate".














