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Economia e lavoro | 27 settembre 2026, 11:45

Caro energia, 262 milioni di extracosti per le piccole imprese piemontesi

Confartigianato: in Piemonte la bolletta elettrica delle piccole imprese pesa più della media europea. In provincia di Asti l'extracosto è di 15 milioni di euro

Caro energia, 262 milioni di extracosti per le piccole imprese piemontesi

Il caro energia continua a pesare sulle micro e piccole imprese del Piemonte, che negli ultimi dodici mesi hanno sostenuto 262 milioni di euro di costi aggiuntivi per l'elettricità rispetto alla media dell'Unione europea. Un differenziale che, secondo l'analisi dell'Ufficio Studi di Confartigianato, incide per lo 0,16% sul Pil regionale e si aggiunge a un quadro nel quale il peso fiscale e parafiscale della bolletta risulta superiore alla media europea.

I dati, elaborati sulla base di informazioni Eurostat, Arera e Terna, sono stati presentati lunedì 21 settembre a Chia, nel comune di Domus de Maria, in Sardegna, in occasione dell'apertura della 22ª edizione della convention "Energies and Sustainability Confartigianato High School", organizzata da Confartigianato Imprese Sostenibili insieme ai Consorzi energia Caem, CEnPI e Multienergia.

Il peso dell'energia sulle imprese

Secondo il rapporto, la bolletta elettrica delle piccole imprese italiane è pari a 25,99 centesimi di euro per kWh, contro una media europea di 22,04 centesimi. Il costo italiano risulta quindi superiore del 17,9% rispetto alla media dell'Unione europea.

A incidere sul divario è anche il prelievo fiscale e parafiscale, comprendente accise e oneri generali, che in Italia raggiunge 5,44 centesimi per kWh, il 47,4% in più rispetto alla media europea. Il dato è particolarmente elevato per le imprese con consumi inferiori a 20 MWh, per le quali il differenziale rispetto alla media UE arriva al 75,5%.

Nel complesso, secondo Confartigianato, le imprese italiane hanno sostenuto 3,7 miliardi di euro di extracosti rispetto alla media europea.

Il Piemonte e le province

A livello regionale, il Piemonte si colloca tra i territori italiani con il maggiore extracosto complessivo per le piccole imprese, con 262 milioni di euro. Il dato è inferiore a quello della Lombardia, che raggiunge 700 milioni, del Veneto con 376 milioni, dell'Emilia-Romagna con 338 milioni, della Puglia con 280 milioni e della Toscana con 265 milioni.

All'interno del Piemonte, la provincia di Torino registra l'extracosto maggiore, con 89 milioni di euro. Seguono Cuneo con 62 milioni, Novara con 29 milioni, Alessandria con 26 milioni, mentre Asti, Biella e il Verbano registrano 15 milioni ciascuna. Chiude Vercelli con 11 milioni.

"Il dato sull'extra-costo che pesa sulle imprese del Piemonte è inaccettabile per un sistema produttivo che vive di manifattura diffusa e di piccola dimensione. Se un'azienda piemontese paga 262 milioni di maggiori costi rispetto alla media europea, significa che partiamo svantaggiati rispetto ai nostri concorrenti diretti", sottolinea Giorgio Felici, presidente di Confartigianato Imprese Piemonte.

Felici chiede quindi un intervento sul quadro normativo e sul sistema dei costi energetici: "Non chiediamo sconti o trattamenti di favore, ma un quadro normativo che metta tutte le imprese sullo stesso piano, indipendentemente dalla dimensione. L'energia deve essere un fattore di crescita, non un ostacolo".

Le richieste di Confartigianato

Secondo il presidente di Confartigianato Imprese Piemonte, i dati evidenziano la necessità di intervenire sulla politica energetica attraverso la diversificazione delle fonti di approvvigionamento, il sostegno alle rinnovabili e misure capaci di favorire l'autoproduzione e l'autoconsumo.

"Coniugare lo sviluppo economico con il risparmio energetico" significa, secondo Felici, "mettere a terra" un sistema di iniziative in grado di favorire concretamente autoproduzione, autoconsumo ed efficienza energetica degli impianti produttivi.

Redazione

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