Ci sono tradizioni che sanno andare oltre il mero gesto atletico, intrecciando la passione sportiva con il tessuto spirituale e la memoria profonda di una comunità.
A Montechiaro d'Asti la tredicesima edizione del memorial dedicato a Nazario Tirico, Angelo Tirone, Beppe Tirone e Ugo Mensio si è trasformata in un intenso tributo di affetto e riconoscenza. Una manifestazione capace di unire il ricordo di quattro figure storiche del tambass all'eredità sociale e culturale di san Giovanni Bosco, tracciando un ponte ideale tra i valori del campo e quelli del territorio.
Quattro uomini indimenticabili, ricordati sia per l'infaticabile dedizione nell'organizzazione societaria sia per il talento agonistico dimostrato negli anni. La loro opera non si è limitata allo sport: con il medesimo spirito di squadra si sono spesi per valorizzare il basso Monferrato, contribuendo in maniera determinante a trasformare le giornate del tartufo bianco del Monferrato da fiera comunale a kermesse di rilevanza nazionale.
Tradizione, pedagogia e legame con la terra
L'evento si inserisce idealmente nella settimana che precede i cammini di don Bosco, richiamando la suggestiva consuetudine delle passeggiate autunnali. Durante i suoi spostamenti a piedi da Torino verso i colli astigiani con i giovani dell'oratorio, il Santo considerava l'attività fisica e il tamburello come potenti strumenti di aggregazione, crescita e pedagogia sana nei cortili. Accostare i campioni del tambass alla figura di don Bosco significa proprio celebrare questi principi: il tempo donato alla collettività e il profondo attaccamento alle radici monferrine.
Lo spettacolo dello sferisterio e i ricordi sul campo
Sul piano agonistico, il fine settimana ha regalato una sfida di fine stagione viva e combattuta, presentata dal conduttore Daniel Viel. A contendersi la vittoria la formazione capitanata da Davide Tirone (con Manuele Tirico, Gozzellino, Basso e Perotti) e il quintetto guidato da Valle (insieme a Soffientino, Umberto Pastrone, Lapia e Manti). Partenza travolgente per la squadra di Valle, portatasi subito sul 3-0, ma pronta la reazione di Tirone e compagni per il pareggio sul 3-3. Tra scambi serrati al 40 pari, un filotto di sette giochi consecutivi ha lanciato Tirone, Tirico e Gozzellino sul 13-7, prima dell'interruzione per oscurità sul punteggio finale di 15-9.
Un ringraziamento speciale è andato alla società AGSD Montechiaro per l'organizzazione. Nel corso delle premiazioni, con coppe ai contendenti e targhe ricordo all'arbitro e ai segnalinee Tanino Rinnone, Mario Maccia e Giuseppe Sclip, sono intervenute numerose autorità: il sindaco Maurizio Marcanzin, il vicesindaco Marco Ferrero, il presidente provinciale FIPT Mimmo Basso e il presidente del comitato regionale Piemonte Riccardo Bonando.
Toccante il momento dedicato ai ricordi personali, quando Davide Tirone ha speso parole di grande affetto per i punti di riferimento della sua crescita sportiva e umana: "Un pensiero speciale va a Giovanni Panzini, recentemente scomparso, il mentore che mi ha guidato quando ho iniziato a muovere i primi passi sul campo e che non ha mai fatto mancare consigli e sostegno".
A questo tributo si è unita la memoria di nonna Maria, madre di Nazario Tirico, presenza fissa e affettuosa a ogni premiazione. La giornata si è conclusa con un rinfresco conviviale offerto dalle famiglie Panzini, Tirico e Tirone.
















