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Green | 06 novembre 2026, 18:56

Troppe impurità nell'organico e compost bloccato: interrogazione in Consiglio comunale sulla qualità della differenziata

Il consigliere Malandrone chiede chiarimenti alla giunta sul 13% di scarti estranei riscontrato negli impianti e sulle possibili ricadute economiche in bolletta per i cittadini

Troppe impurità nell'organico e compost bloccato: interrogazione in Consiglio comunale sulla qualità della differenziata

Il tema della gestione dei rifiuti e della qualità della raccolta differenziata torna al centro del dibattito politico cittadino. Con un'interrogazione indirizzata al sindaco e all'assessore con delega all'Ambiente, Luigi Giacomini, il consigliere comunale Mario Malandrone (Ambiente Asti) ha sollevato forti perplessità sulla presenza di materiali non compostabili nella frazione organica e sulla recente sospensione della distribuzione del compost prodotto da Gaia.

Il nodo delle impurità e la sospensione del compost

Alla base dell'atto c'è il dato emerso nel primo semestre dell'anno, secondo cui la percentuale media di impurità nell'organico del bacino provinciale avrebbe raggiunto il 13% in peso, a fronte del limite massimo dell'8% indicato dal gestore Gaia per garantire la corretta lavorazione negli impianti. A questo si aggiunge la comunicazione dello scorso 30 ottobre con cui la società ha temporaneamente bloccato la consegna del compost prodotto nel sito di San Damiano d'Asti, in attesa delle analisi di conformità sui nuovi lotti.

"La raccolta differenziata della frazione organica rappresenta un elemento fondamentale per l'economia circolare", sottolinea il consigliere Mario Malandrone: "La presenza di plastica tradizionale, vetro, pietre e altri materiali non compostabili crea gravi difficoltà nei processi di trattamento. Vogliamo capire se il blocco della distribuzione del compost sia dovuto solo ai tempi tecnici delle analisi o se siano emerse criticità qualitative tali da impedirne la certificazione e la commercializzazione".

I dubbi sui costi di selezione e le ricadute sulla Tari

Un altro punto cruciale dell'interrogazione riguarda il dato specifico della città e i potenziali risvolti economici per le tasche dei contribuenti. Malandrone chiede se il Comune disponga di rilevazioni puntuali distinte dalla media del bacino provinciale e se siano state individuate le zone o le utenze più problematiche sul territorio urbano.

"La presenza di materiali estranei comporta inevitabilmente rallentamenti e un aumento dei costi di selezione e smaltimento", incalza Malandrone: "È fondamentale chiarire se questi maggiori oneri rischino di tradursi in un incremento dei costi complessivi del servizio e, di conseguenza, in un aumento della Tari a carico dei cittadini". Il consigliere chiede inoltre se, a seguito della campagna di sensibilizzazione avviata nel 2025 da Gaia e Biorepack, siano stati effettuati monitoraggi per misurarne l'effettiva efficacia.

La richiesta di controlli mirati e una nuova campagna informativa

Per superare l'attuale impasse, l'esponente di opposizione sollecita l'amministrazione ad attivare una strategia coordinata con Asp, Gaia e Cbra. Tra le proposte avanzate figurano controlli mirati sui conferimenti e un nuovo piano di informazione capillare dedicato alle famiglie, ai condomini, alle attività commerciali, ai mercati e al settore della ristorazione.

"Serve una campagna più incisiva, capace di spiegare con chiarezza la differenza tra plastica tradizionale e bioplastica compostabile", conclude Malandrone: "Chiediamo che la giunta riferisca con trasparenza nella Commissione consiliare competente sui dati reali dell'organico, sui costi delle impurità e sulle azioni programmate per migliorare il servizio". L'interrogazione verrà discussa prossimamente in Consiglio comunale.

Redazione


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