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Cronaca | 07 agosto 2019, 11:56

Canelli: agricoltore trentenne in manette per maltrattamenti in famiglia, stalking e lesioni personali

Incurante di un precedente divieto di avvicinamento alla sua vittima, ha continuato a tormentarla fino ad aggredire lei e un figlio minorenne, nato da altra relazione

Canelli: agricoltore trentenne in manette per maltrattamenti in famiglia, stalking e lesioni personali

Attuando un’ordinanza di misura cautelare in carcere emessa dal Tribunale di Asti, i carabinieri della Stazione di Canelli hanno tratto in arresto un agricoltore trentenne accusato di maltrattamenti in famiglia, stalking e lesioni personali commesse nei confronti della sua ex convivente, madre di quattro figli, due dei quali nati dalla relazione con l'arrestato. La vicenda si è protratta per oltre un anno (dal 2016 al metà del 2017, quando la donna ha deciso di interrompere la tormentata relazione), con continue umiliazioni e violenze fisiche da parte dell’uomo.

Il quale, non accettando la fine del rapporto, ha continuato a perseguitare la sua vittima con incessanti pedinamenti, ingiurie, minacce fino a porre in essere vere e proprie aggressioni, ai suoi danni e anche dei suoi familiari. Il tutto con lo scopo di isolarla, costringerla a vivere nel terrore e a modificare le proprie abitudini di vita. Finché, nel maggio 2018, la donna ha trovato il coraggio di rivolgersi ai Carabinieri della Stazione di Canelli per sporgere formale denuncia.

A seguito delle indagini compiute e considerata la gravità degli episodi, l’Autorità Giudiziaria in un primo tempo aveva emesso nei confronti dell’indagato la misura del divieto di avvicinamento alla donna ed ai suoi familiari, nonché il divieto di dimora nel comune di Santo Stefano Belbo (CN), luogo di residenza della vittima.

Limitazioni che l’uomo non ha mai preso in considerazione, continuando a perseguitare l’ex compagna in un crescendo di sopprusi culminati, pochi giorni fa, nell'aggressione fisica della donna e di uno dei figli, avuto da una precedente relazione, avvenuta a Calosso. La tempestiva segnalazione di quest’ultimo e gravissimo episodio ha permesso la pressoché immediata emissione del provvedimento di arresto.

Redazione

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