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Cronaca | 18 novembre 2019, 12:02

Canelli, quattro nomadi rom in manette per una serie di furti: rinvenuta merce per 100.000 euro [FOTOGALLERY]

Le quattro donne, tutte pluripregiudicate e residenti nel varesotto, sono state individuate anche grazie al sistema di videosorveglianza comunale

Al centro della foto, da sinistra a destra, il maresciallo La Fata, il tenente colonnello Breda e il capitano Caprio

Al centro della foto, da sinistra a destra, il maresciallo La Fata, il tenente colonnello Breda e il capitano Caprio

La memoria fotografica e l’alto senso dei dovere di un carabiniere in forza alla Stazione di Canelli ha consentito di assicurare alla giustizia quattro giovani nomadi rom residenti nel varesotto (nello specifico si tratta di Vera Nikolic, 36enne domiciliata a Cairate, Kristina Dordevic, 27eenne residente a Fagnate Olona, Sabrina Brambilla, 31enne residente anch'essa a Cairate e Valentina Jovanovic, 27enne residente a Gallarate), responsabili di un furto in appartamento compiuto in pieno giorno nel centro della cittadina e nelle abitazioni delle quali è stata rinvenuta, nel corso delle perquisizioni disposte dalla Magistratura, refurtiva per un controvalore di circa 10.000 euro.

Ma per raccontare questa vicenda è necessario partire da uno specifico furto, commesso verso metà ottobre a danno di una famiglia residente nella centrale piazza Roma. Un episodio su cui i militari della Stazione hanno iniziato immediatamente ad indagare, anche con il prezioso supporto delle telecamere di videosorveglianza pubblica installate nella zona. Ore e ore di registrazione vagliate più volte fotogramma per fotogramma, alla ricerca di una traccia, di un indizio.

Filmati rimasti ben impressi nella mente di un carabiniere della Stazione che una decina di giorni dopo, mentre era fuori servizio, ha notato una Panda blu identica a quella su cui si erano concentrati i sospetti degli investigatori dell’Arma. La stessa auto, come è stato appurato successivamente ricontrollando i filmati della mattina del furto, dalla quale erano scese quattro donne che, evidentemente ignare di essere riprese dalle telecamere comunali, si erano divide in due gruppi proprio nei pressi del palazzo in cui si trova l’appartamento oggetto di furto.

Reato compiuto, sempre sulla base di quanto ripreso, in poco più di mezz’ora: con arrivo nella piazza alle 16.36 e ripartenza alle 17.17. Un tempo comunque sufficiente per penetrare indisturbate e senza particolare fatica nell’appartamento, decisamente poco protetto, e razziare quanto di prezioso vi era all’interno.

Merce in parte recuperata, come detto una decina di giorni dopo, nel bagagliaio della Panda. Un errore madornale che attesta come, a differenza di ciò che normalmente si ritiene, purtroppo non servono piani particolarmente elaborati per violare un’abitazione: basta trovarne una priva di protezioni (inferriate, sistemi di allarme, ecc.) o comunque facilmente violabile.

Quel furto, comunque, rappresenta solo la punta di un iceberg molto più profondo, emerso nella sua interezza nel corso delle perquisizioni domiciliari eseguite, con il supporto dei colleghi di Varese, nelle abitazioni delle quattro giovani donne, ufficialmente tutte senza fissa dimora.

I carabinieri vi hanno trovato un’enorme quantità di refurtiva: moltissime borsette da donna di brand celebri quali Hermes, Dolce & Gabbana, Louis Vuitton; orologi Rolex (2 Daytona, un Explorer e un pezzo vintage da donna), profumi e molto altro ancora, per un controvalore di circa 100.00 euro. Merce provento di un numero decisamente elevato di furti, compiuti in date e luoghi ancora da definire, anche se gli inquirenti non escludono che alcuni di essi siano stati messi a segno proprio nel canellese e zone limitrofe. Sospetto correlato alla approfondita conoscenza del territorio dimostrata dalle quattro donne.

Tutte, nonostante la relativamente giovane età (la più “vecchia” delle quattro è nata nel 1983, la più giovane è classe 1992), gravate da numerosi precedenti penali, tanto che il Giudice per le Indagini Preliminari, che ha emesso le ordinanze di custodia cautelare in carcere su richiesta del Pubblico Ministero dott.ssa Laura Deodato, scrive con riferimento ad una di loro: “Vanta un carico di precedenti penali e pendenze che si commenta da sé”.

A margine dell’attività, è altresì doveroso rimarcare il complesso lavoro svolto dai militari della Stazione retta dal maresciallo Antonio La Fata, che hanno visionato ore di filmati e ricostruito passo passo gli spostamenti dell’auto fino a riuscire a risalire all’identità e ai domicili delle quattro nomadi tratte in arresto. “Ragazze normalissime, che hanno agito in pieno giorno in una piazza dove vi è quotidianamente un grande via vai di auto e persone”, hanno rimarcato nel corso della conferenza stampa il tenente colonnello Pier Antonio Breda, comandante provinciale dell’Arma, e il capitano Alessandro Caprio, comandante della Compagnia di Canelli.

Quest’ultimo ha altresì ricordato che gli Uffici hanno redatto un fascicolo fotografico e documentale relativo tutta la refurtiva rinvenuta, invitando pertanto chi avesse subito furti di merce affine a quella trovata a presentarsi, muniti delle denuncia di furto, per l’eventuale identificazione e recupero della merce sottratta.

Gabriele Massaro

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