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Attualità | 20 novembre 2019, 13:49

Affondo M5S: “Dopo il pronunciamento ANAC sul teleriscaldamento, il Comune revochi immediatamente il contratto sull’illuminazione a led”

L’Autorità anti corruzione ha ritenuto illegittimo l’affidamento diretto ad Asp del progetto di teleriscaldamento, iter sostanzialmente identico a quello dell’illuminazione

Affondo M5S: “Dopo il pronunciamento ANAC sul teleriscaldamento, il Comune revochi immediatamente il contratto sull’illuminazione a led”

A poco più di 4 anni dall’invio dell’esposto da parte dell’avvocato Alberto Pasta, consulente legale cui si erano rivolti i consiglieri del Movimento 5 Stelle Davide Giargia e Marcella Serpa (non più in Consiglio comunale, a differenza del collega), l’ANAC (Autorità Nazionale Anti Corruzione) si è espressa riguardo la richiesta di parere sull’affidamento del progetto di Teleriscaldamento all’Asp, che a sua volta l’aveva subappaltato alla controllata AEC (Asti Energia e Calore)

La formalizzazione da parte dell’ANAC – che ha sostanzialmente confermato la tesi dei richiedenti, secondo cui il conferimento diretto alla multiutility esula da quanto previsto e consentito dal contratto stipulato nel 2001, quando in Asp sono entrati anche soci privati – rappresenta un importante punto di svolta nell’intricata vicenda che, a detta dei consiglieri del Movimento 5 Stelle, non può dirsi ancor oggi del tutto chiusa.

Infatti, fermo restando l’attribuzione alla precedente Amministrazione (quella di centro-sinistra guidata da Fabrizio Brignolo) di tutte le responsabilità in merito a fasi attivazione e concretizzazione dell’affidamento, i consiglieri pentastellati, che hanno convocato una conferenza stampa per illustrare gli sviluppi, ritengono che anche l’attuale abbia commesso errori.

“Brignolo gettò la spugna, sul finire del mandato, dicendo che della faccenda si sarebbe occupato il suo successore – ha affermato il capogruppo M5S Massimo Cerruti – ma Rasero ha subito commesso un grave errore limitandosi a scrivere di suo pugno una lettera in cui affermava che l’Amministrazione considerava chiusa la vicenda. Quel progetto era nato in Consiglio comunale e in quella sede avrebbe dovuto venir trattato, mediante una specifica delibera. Una lettera non può sostituire un provvedimento ufficiale del Consiglio, infatti all’indomani della ricezione della lettera il Comune si è subito visto arrivare un ricorso al TAR da parte di AEC. Pertanto ora chiediamo che questa vicenda torni quanto prima a venir discussa in Consiglio”

“Oggi parliamo di teleriscaldamento, ma problemi ancora più grossi potrebbero arrivare a breve”, ha aggiunto Cerruti con riferimento all’assegnazione, sempre da parte della precedente giunta e sempre in via diretta, ad AEC anche della gestione dell’illuminazione pubblica, con riconversione di oltre 8.000 punti luce da sistema tradizionale a quello a led. “La procedura di assegnazione – hanno argomentato Cerruti e l’avvocato Pasta – è assolutamente identica a quella del Teleriscaldamento, pertanto da considerarsi illegittima”.

“I Comuni virtuosi – ha affermato il capogruppo – quando debbono attuare un piano simile lo mettono a gara, spuntando il risultato economico più favorevole per i cittadini. Qui, invece, la giunta Brignolo non solo ha accettato un piano economico con esborsi che non riteniamo giustificati – quali 600.000 euro per spese tecniche consistenti nella sostituzione di pali e lampadine e centinaia di migliaia di euro annui per la manutenzione dei punti luce, quando con il sistema a led la necessità di manutenzione è pochissima – ma ha sottoscritto un contratto capestro che vincola per i prossimi 25 anni. Senza contare che siamo di fronte ad un risparmio ipotizzato dal gestore di circa il 12% annuo quando, statisticamente, il passaggio all’illuminazione a led consente ai Comuni di risparmiare dal 40 al 70% annuo”.

Anche l’attuale Amministrazione ha aggiunto ha però le sue colpe, poiché di fronte a una situazione del genere avrebbero dovuto immediatamente sospendere quei contratti, invece con delibera dell’ottobre 2017 avevano messo in conto di affidare ad AEC anche altri 2.000-3.000 punti luce precedentemente in carico a Enel Sole. Però, evidentemente consapevoli che vi fossero delle anomalie, avevano posto come condizione che Asp non li subaffittasse a AEC. Un vincolo che Asp non ha accettato, tant’è che il Comune si è poi rivolto al MEPA (Mercato Elettronico della Pubblica Amministrazione, ndr.) per cercare un altro operatore cui affidarli”.

“L’illuminazione pubblica – ha concluso Cerruti – deve tornare in mano pubblica il prima possibile, pertanto chiediamo che il contratto venga immediatamente revocato prima che arrivi un nuovo pronunciamento dell’ANAC, presumibilmente identico a quello relativo il Teleriscaldamento, in merito all’esposto da noi presentato sul tema”. “Ci riserviamo di valutare – ha concluso – la presentazione di un eventuale altro esposto alla Corte dei Conti affinché si valuti portata ed entità dei danni economici che ci sono stati e tutti i profili di responsabilità di chi è entrato in questa vicenda. Fin da ora stiamo valutando seriamente un eventuale esposto per danno erariale”.

“Il peccato originale – ha aggiunto l’avvocato Pasta – secondo noi va ricercato in quell’accordo sottoscritto nel 2001 il quale prevedeva che l’Asp non avrebbe potuto ottenere ulteriori servizi con affidamento diretto, pertanto è conseguentemente illegittima anche la subconcessione ad Asp. In merito all’illuminazione pubblica, quest’oggi invierò all’ANAC un sollecito relativo il precedente esposto sul tema, inviato il 18 febbraio 2016”. “Aggiungo, con riferimento al teleriscaldamento, che non è assolutamente da considerarsi una partita chiusa: in assenza di un provvedimento consigliare che lo stoppi, potrebbe venir ripresentato in qualsiasi momento, magari solo con piccole modifiche”.

“Abbiamo sempre sostenuto l’evidenza delle forzature – ha affermato il consigliere Davide Giargia, in collegamento telefonico – che comportano enormi criticità per quanto concerne il passato, il presente e il futuro. Spiace solo che la risposta sia arrivata dopo ben 4 anni, ma mi chiedo soprattutto come mai la precedente amministrazione, tra tanti pareri legali chiesti, non ne abbia chiesto uno anche all’ANAC, ci saremmo risparmiati innumerevoli problematiche”.

Gabriele Massaro

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