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Attualità | 22 novembre 2019, 11:21

Le banche del Gruppo Cassa di Risparmio di Asti hanno compiuto un nuovo passo verso l’innovazione

Sono tra i primi istituti di credito italiani a utilizzare la tecnologia blockchain per la validazione legale dei contratti firmati elettronicamente

Le banche del Gruppo Cassa di Risparmio di Asti hanno compiuto un nuovo passo verso l’innovazione

Le Banche del Gruppo Cassa di Risparmio di Asti hanno compiuto un passo in più verso l’innovazione, annoverandosi tra le prime banche a livello italiano nell’utilizzo della tecnologia blockchain per la “notarizzazione” (intesa come validazione legale) dei contratti firmati elettronicamente. Grazie al sistema di Firma Elettronica - che utilizza elementi elettronici per certificare i dati - i clienti di Banca di Asti e Biver Banca hanno potuto perfezionare i contratti accedendo al proprio internet banking senza recarsi in filiale a firmare alcun documento.

Tramite un link presente all’accesso dell’internet banking, gli utenti sono stati reindirizzati a una semplice procedura: la firma elettronica si è concretizzata con la digitazione di un OTP durante una chiamata di sicurezza da effettuarsi con lo stesso telefono registrato sulla piattaforma. La validità e l’autenticità del documento così “firmato” dal cliente, sono garantite dai meccanismi di notarizzazione della blockchain.

Il processo digitale è stato pensato da Banca di Asti con la collaborazione di Scytale, azienda che opera nel settore blockchain e da maggio 2019 nel programma di gellificazione di GELLIFY, sviluppando progetti ‘fatti su misura’ che permettono ad aziende del settore finanziario, logistico e della ‘catena di distribuzione’ di interfacciarsi con la tecnologia blockchain in maniera semplice e trasparente.

“Il settore finanziario, e nello specifico Banca di Asti ci è sembrato un esempio perfetto per dimostrare che tale tecnologia sia ormai condivisa e sicura. Questo progetto rappresenta un passo importante per dare nuovo impulso e accelerazione a Scytale, dimostrando le sue capacità di integrarsi e creare valore”, dichiara Enrico Alberini, CEO di Scytale.

“Stiamo lavorando da tempo per offrire ai nostri clienti strumenti innovativi per semplificare la loro relazione con la Banca: la collaborazione con Scytale, partner tecnologico, ci ha consentito di utilizzare la tecnologia blockchain per perfezionare un contratto, ma questa è solo una delle novità” conferma Isidoro Albergucci, responsabile del Servizio Canali Digitali e Comunicazione. “Dal mese di settembre i nostri clienti attivi su internet banking hanno la possibilità di concludere online, in modalità completamente dematerializzata, l’acquisto di prodotti come la carta di debito o il prestito personale, in totale autonomia e sicurezza, grazie alla firma digitale.”

Conclude Albergucci: “L’evoluzione di questa tecnologia può portare indubbi vantaggi in termini di semplificazione e velocizzazione delle operazioni a beneficio dei clienti e dei processi di lavoro: sto pensando all’applicazione nelle filiali fisiche, in cui, per fare un esempio, l’apertura di un conto corrente, richiede decine di firme su diversi moduli che non dovrebbero più essere stampati e potrebbero essere firmati digitalmente con risparmio di tempo e di carta.”

 

Che cos’è la blockchain?

E’ un sistema informatico in grado di certificare la cronologia di inserimento dei dati che memorizza, poiché i suoi dati sono associati alla data esatta in cui sono sono stati ricevuti e, appunto, registrati.

In buona sostanza, semplificando ulteriormente, la blockchain applica una vera e propria marca temporale ai suoi dati al momento della ricezione. Se qualcosa viene “notarizzato” sulla blockchain è possibile garantire che quei dati, immessi in precedenza siano ancora integri/non siano stati modificati. Basta avere una copia del dato originale (un file, un log, un record) per poter in qualsiasi momento ricalcolarne l'hash e verificare che corrisponda a quanto salvato nella blockchain. Inoltre, si può dimostrare non solo che il dato non sia stato alterato, ma che questo esistesse alla data in cui è stato “notarizzato”.

I contratti firmati elettronicamente vengono raggruppati, cifrati creando un hash unico, e inseriti in una transazione blockchain. La presenza di questo hash sulla blockchain, decifrabile grazie a Signchain garantisce, come una terza parte fidata, la sua integrità e non modificabilità.

 

Come fa la blockchain ad applicare una marca temporale?

La blockchain organizza i dati per spazi di tempo, ovvero li memorizza all’interno di blocchi che rappresentano intervalli di tempo. Questi blocchi, che si susseguono cronologicamente, formano quindi una catena indissolubile. Il nome “blockchain”, infatti, significa letteralmente “catena di blocchi”.

 

Cos’è una funzione di “hash”?

Si tratta utilizzata per mappare dati di dimensioni arbitrarie a dati di dimensioni fisse. I valori restituiti da una funzione di hash sono chiamati valori hash, codici hash, digest o semplicemente hash. Una funzione di hash crittografica consente di verificare facilmente che alcuni dati di input siano mappati su un determinato valore hash; se questi dati sono sconosciuti, è praticamente impossibile ricostruirli (o qualsiasi alternativa equivalente) conoscendo il valore hash memorizzato.

Questa modalità di certificazione e la caratteristica intrinseca di immutabilità del dato derivato dall’utilizzo di blockchain è anche confermata da DDL S.989 – Decreto semplificazioni. Ciò che il decreto semplificazioni prevede è una equiparazione tra il timestamp tipico della blockchain alla marca temporale (che già esisteva nel nostro ordinamento) nel produrre certezza giuridica sulla data applicata al documento digitale.

Comunicato stampa

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