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Cronaca | 10 dicembre 2019, 18:51

Omicidio chef di Calliano, assolto l'unico imputato. A distanza di 19 anni il caso resta irrisolto

Se il giudice lo avesse condannato, si sarebbero aperte subito le porte del carcere. Il pm aveva chiesto oltre 30 anni

Il tribunale di Vercelli

Il tribunale di Vercelli

È destinato a rimanere un cold case, un caso ancora irrisolto, la morte dello chef di Calliano, Piero Beggi, lo chef e contitolare del ristorante 'Ciabot del Grignolino' di Calliano che morì per le ferite riportate a seguito di una rapina al suo locale nella notte tra il 2 e 3 gennaio 2000.

Dopo 19 anni, l'unico indagato per omicidio è stato assolto per non aver commesso il fatto. Si tratta di Gianpaolo Nuara, 40 anni di Asti, che era stato accusato dell'omicidio a distanza di 19 anni del terribile fatto. Il giudice del tribunale di Vercelli lo ha assolto oggi 10 dicembre. La conferma arriva dall'avvocato della difesa, Maurizio La Matina, al termine del processo che si è celebrato con rito abbreviato. Se il giudice avesse condannato Nuara, per il 40enne si sarebbero aperte da subito le porte del carcere, perchè il pm oltre ad aver chiesto 30 anni carcere per l'uomo, aveva anche chiesto la custodia cautelare immediata. 

Nuara era stato accusato di far parte della banda composta da tre persone che aggredirono lo chef a scopo di rapina, lo trascinarono in cantina dove teneva l'incasso e lo picchiarono e seviziarono fino a farlo crollare. La violenza fu brutale e non gli diede scampo. Quei balordi volevano 30 milioni di vecchie lire che però non riuscirono a trovare. 

Durante le indagini dei carabinieri alcune tracce di dna erano state trovate dentro a tre calze e alcuni guanti che gli inquirenti repertatono. In una di queste calze venne rinvenuto del dna che, a distanza di 19 anni, fu associato a quello di Nuara, indagato per un furto commesso a Pavia.

"Ho sempre ritenuto che il materiale probatorio fosse insufficiente - ha affermato La Matina - dalla sentenza si evince la debolezza dell'impianto accusatorio".

M.M.

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