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Cronaca | 13 dicembre 2019, 16:01

Colf morì cadendo dal balcone, il Tribunale di Asti dispone archiviazione

Il fatto, costato la vita a una 51enne collaboratrice domestica di un noto legale, avvenne il 6 marzo dello scorso anno

Colf morì cadendo dal balcone, il Tribunale di Asti dispone archiviazione

La morte della colf astigiana di 51 anni, che perse la vita cadendo dal balcone di un palazzo del centro storico di Asti, nella zona del vecchio ospedale il 6 marzo 2018, è un caso archiviato.

Lo ha stabilito il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Asti al termine dell'inchiesta aperta sulla vicenda. La tragedia che si abbattè sulla famiglia di Rosa Giumento è stata giudicata fortuita e imprevedibile. Non rimane che il ricorso in Cassazione per cercare di ribaltare il dispositivo.

Lo conferma l'avvocato di parte civile, Roberto Caranzano. "Stiamo ragionando su questa possibilità" precisa. Durante il processo, il consulente del pubblico ministero aveva sostenuto che il fatto era stato occasionale e che non ci fosse responsabilità da parte di nessuno.

"Noi invece, col nostro consulente - aggiunge Caranzano - avevamo ritenuto che il momento di rottura del lastrone fosse prevedibile, tanto da far ritenere responsabilità non certo del proprietario o della ditta costruttrice, ma dell'amministratore che poteva rendersi conto della circostanza". La donna era uscita sul balcone per prendere qualcosa. Lo faceva spesso quando era in servizio in quell'alloggio di proprietà di un noto avvocato astigiano. Quella mattina però il piano esterno sotto i suoi piedi cedette, trascinandola giù.

La donna, madre di un giovane di 22 anni, era la collaboratrice domestica del legale da oltre un anno. Il palazzo dove si era verificato il crollo, di fine 1800, era stato ristrutturato poco tempo prima della tragedia ed era stato rifatto anche il tetto. La caduta da circa sei metri di altezza era stata fatale per la donna. I soccorsi non riuscirono a salvarle la vita.

I carabinieri della Compagnia di Asti avevano avviato le indagini e i vigili del fuoco avevano messo in sicurezza il caseggiato. Il cedimento dei ballatoi non e così inusuale, aveva spiegato l'architetto torinese Roberto Nivolo che ha curato i lavori dei palazzi Alfieri e Ottolenghi. Può capitare che uno mensoloni che sorreggono le lastre di pietra, vada in collasso senza preavvisi.

M. M.

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