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Attualità | 14 dicembre 2019, 07:30

Viviamo in un posto bellissimo: onore ai patriarchi verdi

Puntata di invito ad approfondire la conoscenza ed il valore dei tanti alberi monumentali che costellano e caratterizzano l’Astigiano

Il platano di Palazzo Alfieri

Il platano di Palazzo Alfieri

All’Astigiano non manca proprio nulla, trovasse anche capacità e risorse per raccontarsi, promuovendo tutto il bello e le unicità di cui è pieno, avremmo fatto bingo. Pensate alla ricchezza ed incredibile bellezza del territorio: colline, boschi, parchi e alberi.

Recentemente è stato pubblicato dal Ministero Politiche Agricole e Forestali l’elenco nazionale degli alberi monumentali. In Piemonte sono 220, undici nell'Astigiano, e potrebbero, dovrebbero essere molti di più. Patriarchi arborei ultracentenari, dal fascino irresistibile. Monumenti della natura che costituiscono un patrimonio di inestimabile valore, da conoscere, tutelare e omaggiare.

Si parte da Asti con l'imponente platano del giardino di Palazzo Alfieri, piantato nel 1849, a celebrare i cento anni di nascita del nostro grande trageda; festeggia 170 anni in perfetta forma, maestoso nei suoi quaranta metri d'altezza e forte di un fusto di oltre cinque metri di circonferenza, alla prima occasione provate l’emozione di abbracciarlo. Sempre in centro, nel Parco della Resistenza, mi piace anche ricordare, pur se non presente nell'elenco nazionale degli alberi monumentali, la paulownia piantata nel periodo di realizzazione del parco (1875- 1883), che ancora oggi, pur se apparentemente malconcia, eroicamente continua ogni anno a fiorire.

Due a Rocchetta Tanaro, nella Val du Gè (Valle del Ghiaccio), un maestoso faggio, imponente e slanciato con la sua chioma di 30 metri, e, su un poggio a ridosso della pieve di Sant’Emiliano, un raro ed ultracentenario ginepro virginiano di grande valore storico, botanico e paesaggistico.

Due anche a Casorzo: un imponente ippocastano, lì chiamato La Castagna, che da oltre duecento anni domina il sagrato della parrocchiale barocca di San Vincenzo martire, e il famoso gelso bialbero. Completano l’elenco la roverella di Berzano San Pietro e la farnia di Buttigliera d'Asti, due diversi tipi di quercia; e ancora, il grande olmo di Cocconato, il bagolaro di Cortanze, il castagno di Ferrere, con il fusto vicino ai sette metri di circonferenza, e un antico e nobile salice bianco a Fontanile. Monumenti della natura, vivi, magici, impressionanti per fascino e dimensioni.

Undici motivi in più per girare tra posti bellissimi, godendo del loro mutare stagionale, in un viaggio da fare nel più riverente rispetto, come si andasse a visitare un vecchio saggio, piano piano, colmi d’ammirazione.

Sempre più colmi allora dell’orgoglio di chi sa di vivere in un posto bellissimo, due i suggerimenti: correte al più presto a vederli, in attesa vengano messi a percorso e promossi per attrarre turismo con la loro incredibile, naturale bellezza.

Davide Palazzetti

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