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Cultura e tempo libero | 23 marzo 2020, 17:31

Una lettura al giorno, fino al 3 aprile, per ‘spendere bene’ le ore passate a casa

Oggi Paride Candelaresi ci presenta il romanzo "L'incanto del pesce luna" del torinese Ade Zeno

Una lettura al giorno, fino al 3 aprile, per ‘spendere bene’ le ore passate a casa

Il consiglio letterario del giorno è il romanzo "L'incanto del pesce luna" del torinese Ade Zeno

Ricordo che la maratona letteraria, che vede protagonista ogni giorno un consiglio di lettura, andrà avanti fino al 3 aprile. 

“Ricordi quello che ti ho detto a proposito della fame? Quella malattia che vive dentro noi e non conosce pace? Ecco, in realtà non è uguale per tutti, la sua natura è mutevole, cambia a seconda di chi ne è schiavo. Se a suo tempo ho voluto sceglierti come collaboratore, è perché l’essenza della tua fame mi sembrava identica alla mia”

Nelle battute finali de “L’incanto del pesce luna”, Ade Zeno (torinese, classe ’79), fa pronunciare queste parole alla signorina Marisol. 

Ma qual è la fame di cui parla il personaggio più ambiguo del libro al protagonista Gonzalo, cerimoniere di una Società per la Cremazione e procacciatore di corpi per salvare la figlia Ines da una grave malattia?

L’etimologia della parola fame parrebbe ricondursi al latino fames che mostra la stessa radice di fatisci; è proprio la radice fa- a dare l’idea di mancanza. Quella mancanza che è desiderio intenso, bramosia, voracità è la risposta. 

E’ la mancanza la vera protagonista del libro, la fame della signorina Marisol verso giovani corpi, la fame di Gonzalo per la vita che era.

A Gonzalo manca sua figlia. 

A Gonzalo manca Gloria. 

A Gonzalo manca la vita che aveva e ora non ha più.

 

Il protagonista si chiama Gonzalo e ha lavorato per molti anni in un Tempio Crematorio svolgendo il ruolo di sensibile cerimoniere per poi accettare un nuovo impiego: quello di procacciatore di esseri umani scelti ai margini della società per sfamare, appunto, i desideri cannibaleschi di una misteriosa signora antropofoga. Il suo compito è quello di captare le vittime, portarle a destinazione e poi, dopo essere state ridotte a brandelli, pulire tutto e tornare nell’anonimato senza lasciare traccia di quanto accaduto. Leggendo il libro spesso mi è tornata in mente una figura affascinante della produzione televisiva degli ultimi anni: Mr. Kaplan (che poi in realtà era una donna), personaggio chiave della serie tv The Blacklist la quale, anche lei, aiutava il protagonista a ripulire con chirurgica precisione la scena da schizzi di sangue e dopo omicidi di varia natura per poi tonare alla vita con freddezza e 

In cambio riceve il compenso adeguato per curare la figlia Ines in una costosissima clinica privata.

Ade Zeno descrive un mondo difficilmente identificabile. Non vengono citate date o spazi temporali precisi, i luoghi sono sempre i medesimi (Villa Ruben, Villa Marisol), i personaggi si contano sulle dita di una mano e la mancanza di numerazione dei capitoli rende la lettura affascinante e continua. Lo stile è certamente originale: i fatti sono narrati in prima persona e mancano i segni di interpunzione, i cambi di prospettiva soggettiva sono numerosi e i dialoghi sono inseriti senza soluzione di continuità nella narrazione. L’effetto è straniante, ci si ritrova catapultati nel flusso di coscienza di Gonzalo che pensa, ricorda, riflette sul futuro in un’atmosfera dominata dalla solitudine e dalla cupezza. Il livello di interpretazione del lettore a volte è messo in difficoltà dalla presenza della componente fantastica del romanzo. L’uomo con la faccia da mano, gli pterodattii e i gorilla esistono davvero ? E chi è il pesce luna? L’incubo di Gonzalo è solo un incubo o è una componente inconscia della sua personalità? Ad un certo punto viene da chiedersi se la signorina sia una psichiatra alla quale Gonzalo racconta i suoi incubi, se la signorina Marisol è solo un manichino oppure se è il semplice prolungamento dell’incubo di Gonzalo. 

Lo scrittore torinese intreccia componenti psicanalitiche alla materia fantastica dando vita ad una trama ben congegnata e suggestiva. Il romanzo è spietato, delicato, a tratti crudele. Gonzalo non fa sconti, l’autore del libro neanche. Lo dice anche nella nota finale: “Qualcuno, dopo aver letto L’incanto, ha rilevato nell’intensità di cinismo che talvolta anima le passioni dei suoi protagonisti il rischio di arrecare disturbo, o addirittura offesa, a chi frequenta e conosce il reale contesto in cui la storia è ambientata”.

 

L’incanto del pesce luna è un’opera interessante che dividerà certamente il suo pubblico di narratori. 

 

A breve qui anche l'intervista fatta all'autore, Ade Zeno. 

Editore: Bollati Boringhieri 

Collana: Varianti 

Anno edizione: 2020

Pagine: 183 p., Brossura

Paride Candelaresi

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