/ Cronaca

Cronaca | 07 ottobre 2019, 16:28

Stagni di Belangero: serve un fronte comune contro degrado e illegalità

L'Ente Parco interviene dopo l'ultimo ritrovamento di una discarica abusiva in Riserva

Immagini degli Stagni di Belangero con Asti sullo sfondo e nel territorio di Revigliasco

Immagini degli Stagni di Belangero con Asti sullo sfondo e nel territorio di Revigliasco

"Solo la collaborazione e lo stretto coordinamento tra il Parco Paleontologico Astigiano, i Comuni, le forze dell'ordine e i volontari potrà consentire, nell'immediato, di cercare di prevenire e reprimere atti di vandalismo e altri reati contro l'ambiente agli Stagni di Belangero".

Gianfranco Miroglio, presidente dell'Ente Parco, interviene dopo l'ennesima scoperta, nei giorni scorsi, di una discarica abusiva: una delle tante che, in questi anni, hanno violato l'area compresa tra Asti (per gran parte), Revigliasco, Isola e Antignano.

Disseminato di laghetti, il Sito di interesse comunitario quest'anno è stato dichiarato dalla Regione Riserva naturale protetta (591 ettari complessivi), entrando a far parte del nuovo sistema di aree tutelate della Piana del Tanaro: le operazioni di palinatura per indicare che ci si trova in luogo protetto sono iniziate a Sud, da Moasca, per risalire fino ad Asti, dove prossimamente si procederà agli Stagni.

"Da sempre - sottolinea Miroglio - questo sito sconta forti contraddizioni: all'accertato indice di biodiversità, rappresentato anzitutto dal Pelobate fosco, anfibio di medie dimensioni, si contrappongono situazioni di illegalità: discariche abusive, rifiuti tossico-nocivi rinvenuti nei laghetti, auto tagliate e bruciate, pesca di frodo, pascolo abusivo. E' proprio il degrado a mettere in pericolo l'esistenza del Pelobate, considerato già oggi a rischio estinzione".

In tempi recenti l'Ente Parco è stato incaricato dalla Regione di gestire l'area. "Di conseguenza - dice Miroglio - abbiamo condiviso il problema di una maggiore vigilanza con i Comuni interessati. I nostri guardiaparco da soli non bastano, anche se da quando l'Ente Parco ha intensificato i controlli ci sono stati interventi sanzionatori significativi contro chi ha eseguito escavazioni non autorizzate o scaricato rifiuti. Ma certo per essere davvero incisivi servono maggiori risorse economiche, più personale per una maggiore vigilanza sistematica dell'area, strumenti di dissuasione dal compimento di azioni illecite e la collaborazione di tutti gli attori in campo: Amministrazioni locali, forze dell'ordine, proprietari dei terreni, volontari".

"Ma soprattutto - sottolinea il presidente del Parco Paleontologico - l'elemento risolutivo del problema degrado è un cambio di mentalità e di fruizione per evitare che gli Stagni continuino a essere ostaggio di comportamenti banditeschi. Un luogo vissuto bene, da persone che hanno sensibilità ambientale e interesse a spendere lì un po' del loro tempo libero, è un posto che previene il disagio. La mia speranza - continua Miroglio - è che la corretta fruizione che si fa di altre Riserve naturali della Piana del Tanaro, come quelle del Paludo a Calosso e dei Rivi a Moasca, possa riverberarsi, nel tempo, anche sugli Stagni di Belangero. Purtroppo i vandali nelle aree protette sono sempre di più: il fenomeno dei rifiuti tra il verde, dalla bottiglietta di plastica a vere e proprie discariche abusive, ha già toccato la Val Sarmassa e, come è stato possibile accertare ultimamente con 'Puliamo il mondo', anche la zona di Valle Andona".

Comunicato stampa

Google News Ricevi le nostre ultime notizie da Google News SEGUICI

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium