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Attualità | 24 ottobre 2019, 18:04

Una pista di motocross a Castagnole Monferrato: la questione è ancora aperta

Sul finire del 2018 una petizione alla Regione con 11mila firmatari contrari all’iniziativa

Una pista di motocross a Castagnole Monferrato: la questione è ancora aperta

"Una pista di motocross nelle terre del Ruché e del turismo lento”. La questione è stata presentata oggi dal Comitato Vigilanza Motocross, rappresentato da Italo MussioGiuseppe Sammatrice e del presidente Claudio Vella, ascoltato in Commissione congiunta, la seconda (Opere Pubbliche) e la quinta (Ambiente) – presidente Angelo Dago – in merito alla realizzazione di un crossodromo nel territorio del comune di Castagnole Monferrato.

Vella ha sostenuto che l’incontro con le Commissioni fosse urgente per l’inattesa convocazione della Conferenza dei Servizi che starebbe valutando il progetto presentato dalla società proponente in forma decisoria per il prossimo 4 novembre.

Lo stesso organismo aveva presentato sul finire del 2018 una petizione alla Regione avallata da 11mila firmatari contrari all’iniziativa. L’area per le due piste di motocross occuperebbe una superficie di quaranta ettari di bosco a destinazione agricola e boschiva con un “consumo di suolo” pari a 78mila metri quadri, sempre secondo i dati riportati dagli auditi.

Tra gli elaborati redatti dal Comitato e sottoposti alla Commissione si certifica che il piccolo centro dell’Astigiano deve essenzialmente la propria sopravvivenza al vino autoctono Ruchè e al cosiddetto “turismo lento”, con percorsi escursionistici di pregevole fattura.

Di contro se il progetto venisse realizzato si andrebbe a deturpare definitivamente la pregevole natura ambientale di flora e fauna del territorio mentre la realizzazione dell’impianto andrebbe a implementare i ventinove esistenti a livello regionale di cui diciassette omologati dalla federazione per eventi sportivi”, hanno spiegato i rappresentanti del comitato. Per Mussio “sarebbe estremamente importante partecipare alla Conferenza dei Servizi portando la posizione assunta dalla Regione insieme alla verifica della situazione attuale degli impianti”.

Sono intervenuti per chiarimenti i commissari Giorgio Bertola (M5s), Gianluca Gavazza e Matteo Gagliasso (Lega), Marco Grimaldi (Luv) e Maurizio Marello (Pd). Durante le audizioni i Commissari non esprimono direttamente pareri.

In seduta ordinaria la quinta Commissione si è occupata dell’intervento puntuale ed esaustivo del contenimento incontrollato degli ungulati, in particolare dei cinghiali, che hanno raggiunto un numero considerevole di unità sull’intero territorio piemontese.

A tal proposito è intervenuto il primo firmatario del provvedimento, Paolo Ruzzola (Fi) che ha spiegato come “si sia raggiunto un numero elevato di questi ungulati che arrecano gravissimi danni sia al comparto agricolo sia alle persone fisiche derivanti da incidenti stradali. L’intervento normativo si è reso necessario alla luce di recenti sentenze che hanno fatto venir meno le condizioni ideali per contrastare tale fenomeno”.

Si deve anche registrare il progressivo dimezzamento del numero dei cacciatori negli ultimi dieci anni con una età media prossima ai settanta anni. Per tale ragione si propone, con le modifiche apportate alla legge regionale, di consentire di utilizzare le strade ponderali di più facile accesso. Il provvedimento sarà sottoposto all’approvazione del Consiglio delle Autonomie Locali mentre le consultazioni avverranno on line.

Comunicato stampa

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