L'Ordine degli Architetti di Asti ha presentato oggi pomeriggio, nella sede di piazzale Goria, una serie di osservazioni critiche alla Proposta Tecnica del Progetto Preliminare alla Variante Generale al Piano Regolatore Comunale, approvata dal Consiglio comunale il 2 dicembre scorso. Alla riunione, alla presenza di numerosi iscritti, hanno preso la parola il presidente Maurizio Pugliese e l'architetto Domenico Catrambone, che hanno illustrato le principali carenze riscontrate, nel documento urbanistico.
"Abbiamo portato questa osservazione con un doppio ruolo: da una parte come professionisti, dall'altra come cittadini", ha esordito Pugliese sottolineando l'importanza dell'iniziativa per il futuro della città.
Tre macro-temi critici
Le osservazioni dell'Ordine si concentrano su tre aspetti fondamentali. Il primo riguarda l'assenza di un'organizzazione dei servizi. "Non esiste una pianificazione dei servizi di ogni genere", hanno denunciato i relatori. "Abbiamo chiesto di verificare se questo piano prevede un'organizzazione dei servizi. Anche per quanto riguarda il verde pubblico e i servizi di tipo culturale o di uso comune, non abbiamo riscontrato alcuna programmazione strutturata".
Il secondo tema critico riguarda il trasporto pubblico e la mobilità. "Non abbiamo visto una direzione di miglioramento della città", hanno sottolineato gli architetti, che pure hanno riconosciuto alcuni spunti positivi sulla mobilità dolce e sulla pedonalizzazione, definiti tuttavia insufficienti.
Il terzo elemento di preoccupazione riguarda l'edilizia residenziale sociale. "Manca una previsione articolata per l'edilizia sociale", ha spiegato Catrambone. "È vero che questo tipo di edilizia non è più finanziata e ha grossi problemi, ma qualche segnale da parte del Governo su un prossimo piano casa c'è. La città deve essere preparata a eventuali opportunità di finanziamento".

Centro storico e premialità
Per quanto riguarda il centro storico, i tecnici hanno rilevato che il nuovo piano riprende sostanzialmente le previsioni del vecchio PRG, mantenendo la classificazione degli edifici. "Questo può essere positivo per la continuità – hanno commentato – ma dopo trent'anni qualche idea nuova poteva anche emergere". Perplessità sono state espresse sulla previsione di ampliamenti anche nel centro storico, considerata poco compatibile con il tessuto edilizio esistente.
Un capitolo a parte riguarda le premialità volumetriche, definite dall'amministrazione come la vera novità del piano. "Non siamo contrari a questo strumento – hanno precisato gli architetti – ma non può essere applicato indiscriminatamente su tutta la città. Nel centro storico questa necessità di premio in volume potrebbe non essere utile, mentre potrebbe esserlo nelle zone di rigenerazione urbana".

Secondo i professionisti, è necessario "mettere in concorrenza le aree di rigenerazione urbana", evitando che gli operatori preferiscano sempre le aree libere, più facili e meno costose da edificare, a scapito della vera rigenerazione del tessuto esistente.
Il futuro delle osservazioni
L'Ordine degli Architetti ha annunciato che attiverà una serie di incontri con le forze sociali, politiche ed economiche della città "allo scopo di coinvolgere quanto più possibile i cittadini e chi li rappresenta nel processo di pianificazione in corso".
Le osservazioni sono state inoltrate ufficialmente al Comune e i professionisti attendono ora risposte dall'assessorato competente, che in una precedente riunione avrebbe riconosciuto la validità di alcune delle critiche sollevate.



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