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Attualità | 25 ottobre 2019, 18:08

Matteo Piano. L'astigiano, centrale della Nazionale, di nuovo infortunato. "Supererò anche questa"

Ieri è uscito il suo libro per Baldini+Castoldi "Io, il centrale e i pensieri laterali"

Foto tratte dal profilo Facebook

Foto tratte dal profilo Facebook

Un dispiacere e una sfortuna che sfociano in momenti comunque belli ed emozionanti.

L'astigiano Matteo Piano, centrale della Nazionale di pallavolo e capitano dell'Allianz Milano, a seguito di un trauma distorsivo del ginocchio sinistro patito in Nazionale, è stato sottoposto ad accertamenti che hanno evidenziato una lesione del legamento crociato anteriore. "Supererò anche questa", ha scritto sui social con il consueto spirito.

Grande l'affetto dimostrato dai tifosi ieri nella gara tra Perugia e Milano. Uno striscione e tanti cori per l'altleta astigiano che ha scritto sui social:"Quando mi hanno detto che avevano anticipato la gara a Perugia in settimana non ero affatto contento, anzi non ho espresso gentilezze a riguardo. In una settimana sono cambiate veramente tante cose, e vi assicuro non in meglio. Sono passato dal maledire il fatto di giocare una partita il giorno dei miei 29 anni, a sperare di andare in trasferta con la mia squadra perché volevo stare con loro e speravo mi facessero un bel regalo.
La mia squadra è stata speciale oggi e ci auguro potremo crescere su quest’onda.

Oggi ho vissuto una delle più belle pagine di umanità sportiva di sempre, se così posso provare a definirla. Ad un certo punto i miei compagni mi dicono di girarmi verso i tifosi di Perugia, beh io mi giro con molta tranquillità e mi trovo davanti tutto questo.
Io non ho mai giocato a Perugia, anzi ho giocato a Città di Castello, l’acerrima rivale perugina.
Ecco, oggi i Sirmaniaci hanno fatto questo cartellone per me, e non è scontato, non lo è affatto; non è normale, è speciale e quando qualcosa è rara bisogna saperla riconoscere. Oggi è successo qualcosa a mio avviso di raro, perché una tifoseria (gigante) con la quale non ho mai avuto modo di interagire se non con vari saluti , abbracci e simpatiche punzecchiature; mi ha donato vicinanza, appoggio, affetto. Voi avete creato una bella pagina di sport, dove il cuore va oltre i colori della maglia, oltre al tifo, oltre al punteggio.
Ora la smetto che tutto questo affetto mi sta facendo sempre dilungare, ma dico tutto questo perché se non ci ponessi importanza e non fossi grato di tutti voi sarei avrei perso un’occasione unica.
Porto tutto con me".

Ieri intanto è uscito un libro scritto da Matteo con la psicologa sportiva Cecilia Morini, "Io, il centrale e i pensieri laterali".

"Più che un libro un progetto, spiega Matteo, e così abbiamo iniziato a scrivere quello che oggi grazie a Baldini+Castoldi è diventato un libro, che non è un’autobiografia, non è un saggio psicologico e manco un manuale sportivo; non saprei definirlo, ma non penso sia necessario farlo. Vi posso dire che amo giocare a pallavolo e amo tutto quello che faccio quando non gioco a pallavolo, che ho avuto una strada sterrata ma ricca".

Betty Martinelli

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