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In Breve

| 12 dicembre 2019, 09:31

"Pago un abbonamento e tutti i giorni fatico a uscire con la macchina". Lo sfogo di una lettrice sui parcheggi "selvaggi" in orario di fine scuola

I fatti specifici si riferiscono al parcheggio di via Natta, ma diverse segnalazioni arrivano da diverse zone vicine alle scuole

"Pago un abbonamento e tutti i giorni fatico a uscire con la macchina". Lo sfogo di una lettrice sui parcheggi "selvaggi" in orario di fine scuola

I parcheggi "selvaggi" che spesso si formano negli orari di uscita dalle scuole, rischiano di rendere davvero problematica la quotidinianità di chi passa, o peggio di chi lavora e fatica ad uscire per rientrare a casa.

In redazione è arrivata la lettera di C., impiegata astigiana che tutti i giorni, all'uscita dal lavoro, deve dover discutere o attendere per poter uscire dal suo stallo. Il suo è uno sconcerto di molti in diverse zone della città che, negli orari di uscita dalle scuole, si devono destreggiare tra parcheggi improbabili e code infinite.

"È sistematico. Esco ogni giorno alle 13.45 e, purtroppo l'orario coincide con la chiusura della scuola adiacente al parcheggio di via Natta. Ho, come tanti, regolare abbonamento da 300 euro, ma quando vado alla macchina per tornare a casa ci sono almeno 3 macchine parcheggiate dietro alla mia in sosta (naturalmente non paganti), con genitori in attesa del figlio o al cellulare o che chiacchierano tra loro".

"Nonostante vedano che io devo uscire - continua C. - non si spostano e mi impediscono l'uscita dal parcheggio. Lunedi' scorso mi sono sentita dire che 'loro sono genitori in attesa dei figli'. Peccato sostino fuori dagli stalli, occupati da me e da altri con regolare abbonamento,senza pagare la sosta di 1,20 prevista da parcheggio".

E spesso le risposte alle rimostranze non sono neppure troppo educate o di scuse.

"Sono stufa di questa mancanza di rispetto dilagante. È possibile che se mi vedono aprire la portiera non siano solerti a spostarsi, senza muoversi, o continuando i loro discorsi e rispondendo malamente? Non vorrei disturbare i vigili che hanno magari ben altro di cui occuparsi, ma a volte ne avrei proprio voglia".

Questo riporta in luce un problema spesso segnalato anche sui social. E che, in questo periodo di particolare attenzione all'ambiente, innesca riflessioni sul trasporto e la necessità, quando possibile, di poterne usufruire.

Betty Martinelli

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