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Cronaca | 18 dicembre 2019, 15:38

Omicidio Bacco, 5 condannati a 30 anni di carcere. La difesa pronta al ricorso in Appello

Parola ai legali degli imputati. Si attendono le motivazioni della sentenza

Omicidio Bacco, 5 condannati a 30 anni di carcere. La difesa pronta al ricorso in Appello

Il ricorso in Appello è dato per certo, non appena saranno lette le motivazioni della sentenza che ha condannato a 30 anni di reclusione gli imputati nel processo per la morte del tabaccaio astigiano di corso Alba, avvenuta il 19 dicembre 2014.

Il giorno dopo la sentenza del giudice Federico Belli, le difese di Jacopo Chiesi, Antonio Piccolo, Fabio Fernicola, Domenico e Antonio Guastalegname commentano il dispositivo.

Gli imputati erano stati condannati ieri, 17 dicembre, per omicidio e tentata rapina, ma non per il tentato omicidio nei confronti della moglie del negoziante.

L'avvocato Roberto Caranzano, difensore di due imputati, puntualizza che "i consulenti nominati sono riusciti a dimostrare che la persona ripresa nel video della tabaccheria, il cui originale non è più presente agli atti, non è Chiesi". Le argomentazioni difensive "erano molto varie e approfondite".

Chiesi era accusato di aver sparato contro il tabaccaio, "ma risultava al lavoro" rammenta il suo legale. Nemmeno Antonio Guastalegname era sul luogo del delitto.

"Sono rammaricata dalla sentenza" commenta l'avvocato di Fabio Fernicola, Patrizia Gambino. "Il mio cliente è innocente, continuo ad esserne convinta". Gambino aveva incaricato un super consulente, il vice comandante del Ris Marzio Capra, "che ha contestato il risultato del dna" estratto dal passamontagna trovato fuori dal negozio. Le celle telefoniche non collocavano Fernicola in corso Alba, "e poi diversi testimoni hanno riferito di non aver mai visto Fernicola nella tabaccheria e nemmeno parlare con Manuel" afferma.

Uno dei gravi indizi di colpevolezza nei confronti dell'imputato erano i contatti telefonici con un testimone, Antonino Purita, "ma decadono perché quest'ultimo non è imputato, ma solo informato dei fatti" riferisce il legale. Fernicola conosceva i Guastalegname "solo per motivi di lavoro: per gli autobloccanti che gli doveva piazzare nel cortile di casa".

La "condanna cumulativa" non convince l'avvocato Fabio Schembri. "Al di la delle singole posizioni - prosegue - rende la condanna stessa ingiusta". "Per Domenico Guastalegname avevamo chiesto l'assoluzione. È arrivata una condanna senza differenziazione e riteniamo che debba essere rivista questa decisione", perché secondo il legale ci sono gli elementi per poterlo fare.

L'avvocato Fabrizio Brignolo, che codifendeva Chiesi con Caranzano, si dice dispiaciuto dalla sentenza. "Come collegio difensivo siamo convinti della sua innocenza" dice. Sarebbero almeno sei i fatti "oggettivi e incompatibili con la ricostruzione del pm" precisa.

M.M.

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