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Sport | 08 febbraio 2020, 07:10

Intervista a Nourdine Hassan, l’icona della palestra Skull Boxe Canavesana

Venerdì 21 febbraio calcherà il ring nel terz’ultimo incontro del meeting griffato Mario Loreni, sfidando Lester Cantillano

Intervista a Nourdine Hassan, l’icona della palestra Skull Boxe Canavesana

Quasi 33 primavere, e un ruolo da riferimento, per tutti i frequentatori della palestra della Skull Boxe Canavesana. Nourdine Hassan è una figura iconica per il sodalizio di Greguoldo e tutti gli appassionati di pugilato: un agonista feroce, un esempio da imitare per chiunque. Trascinatore per molti, con la sua capacità di essere sempre in grande forma e pronto a nuove sfide. Venerdì 21 febbraio calcherà il ring nel terz’ultimo incontro del meeting griffato Mario Loreni, sfidando Lester Cantillano, con l’obiettivo di celebrare l’undicesimo successo da professionista di fronte ai suoi tifosi.

Nourdine, come nasce il soprannome “El Tiburon”?

Ha iniziato a chiamarmi “lo squaletto” un ragazzo che frequentava tempo fa la palestra, poi, quando sono andato a Los Angeles ad allenarmi, mi è stato donato il cappellino con uno squaletto disegnato, e da quel momento per tutti sono El Tiburon”.

Raccontaci i tuoi inizi nella boxe…

A ventidue anni sono passato dal calcio al pugilato. Posso dire che coach Greguoldo ed io siamo maturati assieme. Ho affrontato tantissimi match dilettantistici, circa settanta, la maggior parte dei quali vinti”.

È poi arrivato il passaggio a professionista e forse il tuo match più bello è coinciso con una sconfitta, contro Albin Kaba…

Una grande sfida, sulle 10 riprese, per il titolo italiano dei superleggeri. Ho accettato di sfidare il campione con sole tre settimane di preavviso, e ho lottato strenuamente, perdendo ai punti ma guadagnando i complimenti del mio antagonista”.

La sconfitta che non hai digerito?

La finale “Neo Pro” del 2016, quando ho perso con un avversario che avevo battuto nettamente pochi mesi prima”.

A quasi 33 anni ci sono ancora grandi sogni nel cassetto?

Bisogna essere obiettivi, ma è bello sognare e credo di meritare ancora una chance per conquistare il titolo di campione italiano. Venerdì cercherò di vincere il mio match e poi sosterrò Etinosa, merita di conquistare il titolo”.

L’idolo di infanzia?

Senza dubbio l’infinito Manny Pacquiao”.

Comunicato stampa

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