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Al Direttore | 03 aprile 2020, 16:10

"Sono tra i tanti che hanno perso un lavoro, ma sono fortunata perché posso ancora avere del cibo. Intorno a me vedo tanta disperazione"

La lettera di Simona, ci ricorda che "è indispensabile aiutare i più deboli e i più fragili perché si rischia un'emergenza nell'emergenza"

"Sono tra i tanti che hanno perso un lavoro, ma sono fortunata perché posso ancora avere del cibo. Intorno a me vedo tanta disperazione"

Quando questa, che potrà essere definita "era del coronavirus" sarà finita, la nostra vita cambierà per sempre e i nostri gesti quotidiani avranno un altro gusto e forse vedremo le cose sotto un altro punto di vista.

Di certo, come spesso succede nelle catastrofi (si sta rivelando tale), ci si scopre più attenti agli altri, meno individualisti e accentratori o almeno si spera.

Ci scrive Simona, da un paese dell'Astigiano. Lei si definisce fortunata perché "nonostante la disperazione ho ancora la possibilità di avere cibo sulla tavola certo non pasti di lusso ma pane pasta a volte un po' di carne (non filetto ma va bene lo stesso) verdura, cibo indispensabile per vivere".

Simona sottopone all'attenzione dei lettori di volere aiutare chi è più in difficoltà di lei (che pure lo è avendo perso un lavoro), consapevole che ci siano tante raccolte fondi a favore di cause importanti.

"Io - scrive - sono una dei tanti sconosciuti lavoratori che hanno perso il lavoro  sono separata con figlio adolescente da mantenere con le bollette e un affitto da pagare però mi sento fortunata, ma nella mia piccola realtà di un paese di 4000 abitanti vedo cose che mi fanno male. Vedo le persone perdere la dignità; dal mio balcone vedo mamme e papà rovistare nei bidoni cercando gli avanzi di qualcuno e mi viene da piangere perché credo che oggi non sia possibile tutto questo in una società come la nostra.

Un messaggio che letto con gli occhi di questo surreale momento storico, fa male e ci deve far capire che ci troviamo tutti a dover remare in un'unica direzione per poter arrivare in porto.

"Vedo genitori e persone anziane - scrive ancora Simona - che al supermercato fanno la spesa con 5 euro e la calcolatrice e a volte "rubano" per sopravvivenza, magari la farina o il latte o un pacco di pasta". 

Simona regala torte ai bambini con la scusa di "averne fatta troppa" e fa spesa per le persone che ne hanno più bisogno di lei.

"Credo - conclude - che ora sia indispensabile aiutare i più deboli e i più fragili perché altrimenti si rischia di avere un'emergenza nell'emergenza. I lupi quando non hanno più cibo per i loro cuccioli escono dalla tana e non guardano più in faccia nessuno. I soldi verranno interamente devoluti alle associazioni dei nostri piccoli paesi aiutiamo se si può.

Per chi volesse aiutare Simona F. nella sua raccolta, sulla piattaforma Gofundme, QUI TROVA I DETTAGLI.

Betty Martinelli

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