/ Economia e lavoro

Economia e lavoro | 07 aprile 2020, 07:25

"Troppe aziende pur non essendo inserite nei codici Ateco, tengono aperto". La denuncia della CGIL

"Pur di rimanere aperti cambiano il codice o utilizzano produzioni parziali. Ancora troppe persone in giro"

"Troppe aziende pur non essendo inserite nei codici Ateco, tengono aperto". La denuncia della CGIL

Più di 400 aziende astigiane hanno presentato richiesta di deroga. A segnalarlo una nota della CGIL astigiana che denuncia quante aziende aperte ci siano nonostante e limitazioni di diversi decreti.

"Però, scrivono, dopo aver segnalato agli organi competenti la necessità di una puntuale verifica sulle richieste di deroga avanzate da numerose aziende astigiane - se ne contano più di 400, il 10% del totale piemontese - è venuto il momento di denunciare pubblicamente quanto sta accadendo.

Ieri, infatti, il loro dipartimento sicurezza ha segnalato che sono diverse le aziende che hanno riaperto i battenti, costringendo centinaia di lavoratrici e lavoratori ad andare a lavorare.

"Non ci riferiamo, ovviamente, aggiungono, alle tante aziende che hanno il diritto, e in molti casi anche il dovere, di rimanere aperte in quanto inserite nei codici Ateco, ma a quelle aziende che, pur non essendo inserite nei codici Ateco, stanno, irresponsabilmente e solo per mero profitto, sfruttando una possibilità prevista dalla norma di rimanere aperte se non vi è espresso divieto da parte della Prefettura".

"Capita così - denunciano i sindacati - che alcune aziende decidano di cambiare il proprio codice Ateco o di utilizzare produzioni parziali pur di rimanere aperte, vanificando le indicazioni governative volte a dare sicurezza ai lavoratori. Diverse aziende del settore metalmeccanico, soprattutto della zona spumantiera, hanno ripreso la loro attività sfruttando questo escamotage".

Il sindacato torna anche sul fatto che ci siano ancora troppe persone in giro " molte di queste lavorano in aziende che dovrebbero essere chiuse, molte si recano più volte in servizi ancora aperti come uffici postali o banche. È possibile limitare queste uscite? Noi pensiamo di si. Ad esempio verificando le richieste di proroga pervenute o, nel caso degli uffici postali o dei servizi, emanando una circolare in cui sia ben evidente che un cittadino non può recarsi in quei servizi più di una volta al giorno. Dobbiamo, ci auguriamo ancora per poco, rispettare i Decreti e le indicazioni in essi contenuti: ne va della salute delle persone. La violenza di questo virus la vediamo tutti i giorni nei bollettini di guerra dei telegiornali, la leggiamo sulle pagine dei giornali".

"Comprendiamo le necessità delle aziende - dichiara il Segretario Generale della Cgil di Asti, Luca Quagliotti - ma siamo convinti che più riusciremo a stare fermi, prima saremo in grado di ripartire a pieno ritmo e a garantire la produzione di qualità di cui il nostro territorio va giustamente fiero. Condividiamo – prosegue Quagliotti - l’ordinanza del Sindaco di Asti sulla chiusura dei supermercati a Pasqua e a Pasquetta e ci auguriamo – conclude - che tutti i Sindaci della nostra provincia facciano altrettanto".

Redazione

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium